Le ricette della Frusah: sambuco

Le ricette della Frusah: sambuco

“Ode al Sambuco”

Co’ tu’ chicchi
Diping’i diti
E ancho i vestiti
Ma en tanto ricchi!
Sanbuco caro
T’hó corto lì su’rio
Ce n’eri d’un fottio
Et io che n’ero inniaro:
Aiuti l’ammalati
Ni fai la farmacia
Spaventi li streghoni
Produci dorci suoni
Allieti vita mia
“Ch’i sogni sian beati!”
“L’actea” ‘un vor dì “latte” ma “nutrimento” in greco e ‘nfatti i greci anti’hi chiamavin “actea” la “madre sanbuco” propio per e l’importanśa di vesta piantaccia, che pòle sembra’ volgare, ma ‘nvecie è piena di nutrimenti.
Nasce servati’a su’fiumi e ne’ prunaj ma si pòle ancho piantà perch’è ‘n bell’arbustino…
E benché i romani dicessin ch’era l’arbero delle 5 virtù, delle qualità n’ha invecie 7, alle quali i popoli der nord s’inchinavino, per tradiśzion, armeno 7 vorte:
Radici, corteccia,resina, germogli, foglie, fiori e frutti.
E ogniuna fa bono a varche cosa, di vesta “farmacia degli dei”,perché le radici per la gotta, la corteccia per l’intestin, la resina per e dolori,  i germogli per el mal di testa, le foglie per la pelle, i fiori per depura’ i reni e i frutti, quelli che ‘un han mangio l’uccelli, per la bronchite catarosa.
I contadini, com’i popoli antichi, lo sapevin e ‘nfatti lo mettevin accanto casa per approfittanne ma ancho per e su’ poteri magici che scacciavin le streghe e i diauli, che ancho la bacchetta di Erripotte’ è di legno di sanbu’o.
E se si chiama “san-buco” probabirmente è per la SANtità delle su’ virtù e per il BUCO del su fusto e ner legno de’su rami.
Ancho Jeli, ir pastore del Verga, sónava lo zufolo di sanbuco e co’rami su possano fa’ de’ fischietti e de’ frauti magici che scaccino i maligni: basta taglia la pianta ner silenśio, lontan dar canto der gallo, sennó po’ sòna stonato o viene sghimbescio…

Le bacche del Sambucus Nigra

Testo privo di validità medico/scientifica
il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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