Lucca com’era: Il Giannotti

Lucca com’era: Il Giannotti

Come già accennato, al Giannotti,  si svolgeva molta parte della vita economica lucchese. Il tempo ne ha profondamente modificato la configurazione, ma sono ancora oggi vive le basi commerciali che per quasi un secolo lo hanno contraddistinto.
Non sono molte le aziende storiche che hanno mantenuto la propria identità in questo quartiere, che deve essere di fatto considerato come una parte integrante della città interna.
Fra le tante attive negli anni 50 e 60 pochissime sono ancora presenti. Fra queste deve essere compresa la Torrefazione Caffè Bei e Nannini, mentre nel tempo sono via via scomparse dal Borgo, per trasferimento o chiusura, ditte come la Gaddi legnami oggi a San Cassiano a Vico, le fonderie Alberto Marchetti, Lera, Maddaleni e Guidi O. & C., la Torrefazione Lorenzetti o la Fesca, azienda che trattava articoli farmaceutici.
Una significativa presenza commerciale nell’ambito della ferramenta era data anche dalle ditte Franchini, Cristofani A.& C., Ragghianti e Barsotti.
Debbono essere ricordate anche Rota Rinaldo e Elia Berti & F. per aver massicciamente contribuito alla diffusione delle nuove tecnologie per la casa con la vendita dei primi frigoriferi, delle stufe a kerosene e di tutto ciò che veniva proposto tecnologicamente più avanzato in campo elettrico per una vita più comoda.
Al Giannotti erano ubicate anche le maggiori imprese per il commercio delle attrezzature agricole e loro derivati. Si potevano acquistare trattori presso l’Agrimacchine di Romani o alla Società ALMA.
Famosi per la loro abilità ed esperienza erano anche i bottai il cui impegno contribuiva ad assicurare botti di alto pregio nelle quali veniva conservato il vino delle nostre colline. L’eccellenza nel ramo era data dalle aziende Giannecchini e Giusti.

la borgata del Giannotti con Gosto e Mea

Essendo anche centro del commercio di animali, numerose erano le stalle per cavalli e bovini intorno a piazza della Croce, fra le quali spiccava quella di Egiziano Cai.
A proposito di questo, mi piace rammentare alcuni episodi che ho vissuto personalmente e, purtroppo, oggi in disuso e praticamente dimenticati.
Ho infatti avuto l’opportunità, in gioventù, di essere addetto ad una pesa pubblica facente parte dell’azienda Fonderie Alberto Marchetti presso la quale avevo ottenuto il mio primo impiego. Ai camion che si presentavano spesso colmi di fieno per le stalle, dovevo documentare sia il peso lordo che la tara, in modo che il netto derivante potesse essere la base ufficiale fra venditore ed acquirente per il calcolo del prezzo da corrispondere. Ma la cosa più delicata e più tipica era quella relativa alla pesatura dei bovini.
Questi venivano accompagnati dalle stalle alla pesa almeno da tre personaggi: il venditore, il compratore ed il mediatore. Praticamente l’affare era già concluso e l’operazione di peso doveva solo stabilire il totale del prezzo della transazione.
Ad operazione di pesatura effettuata e quindi nel momento dell’effettivo passaggio di proprietà e del corrispettivo, si creava una curiosa tradizionale situazione che sembrava rimettere tutto in discussione. Infatti il venditore cominciava col gridare che non avrebbe più consegnata la bestia (No, no ‘un te la dò…) mentre il compratore rifiutava di ritirarla (No, no ‘un la vò ….). Nell’effettuare tale pantomima il mediatore approfittava per prendere con forza i polsi dei due contendenti che si ritraevano e far toccare le mani dei due che poi si stringevano. A quel punto il contratto era stipulato e nessuno lo avrebbe più messo in discussione.
Una ulteriore significativa presenza era la sede della ditta Maionchi specializzata in articoli per la caccia e la pesca, che addirittura aveva costruito un moderno palazzo che ancora oggi viene individuato con il suo nome.
Immediatamente fuori della porta delle mura, poi, spiccava l’enorme edificio del molino a rulli Giurlani poi demolito per costruirvi la sede provinciale dell’INPS.

Poco distante lo stabilimento dell’ITO (Industria Toscana Ossigeno) anch’esso abbattuto dall’Impresa edile Gemignani, in quel periodo particolarmente attiva a Lucca, e sul terreno liberato fu successivamente costruito un grande immobile per appartamenti.

 

di Carlo Rossi

un locale storico del Giannotti

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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