Caldo, comodo e corretto a Leone 70

Caldo, comodo e corretto a Leone 70

Com’era bello vede’ Manfrollino la mattina di levata, col su’ mezzo cintello di rumme, che stava lì e se lo gusteggiava, se lo rimirava controluce, e parea ci faceva all’amore; poi se lo tracannava in tre o quattro tirate come se fosse acqua fresca.

( I.Nieri – La passione per il rumme )

 

 

Barga 1880 

Nella località chiamata “sul fosso” il dinamico imprenditore Enrico Nardini ha da poco intrapreso un nuovo ambizioso progetto.

L’uomo, detto “Il Pellaio” per la sua precedente attività di raccolta delle pelli in tutta la Mediavalle e Garfagnana, pelli poi ricollocate nella zona di Santa Croce sull’Arno, ha da qualche anno diversificato i suoi commerci sui generi “coloniali”.

Al the e alle spezie “esotiche” , arrivate per nave da terre lontane e sdoganate nei porti, ha affiancato la rivendita di vari distillati e liquori imbottigliati nell’antico edificio fuori Porta Reale.

In prevalenza sono stati affinati nei locali delle sue cantine: acquaviti, infusi, distillati di frutta e erbe…gli altri, come il sassolino, un liquore all’anice il cui nome deriva dal comune emiliano , provengono dall’ oltralpe ( alpe apuana logicamente ).

I contenitori sono fiaschette e damigiane da 5 litri e oltre poiché ancora non è entrata in vigore la legge sugli alcooli e soprattutto per incontrare lo smercio dei locali che principalmente richiede questi elisir “sfusi”.

Arriveranno alle tante mescite, alle tipiche osterie, alle chiassose trattorie dapprima delle due valli poi della piana. 

Un prodotto emerge sugli altri; è un rum, un liquore dalla alta gradazione alcolica elaborato con una propria segreta ricetta grazie ad aromi speciali.

Il “Demerara”, che prende il nome di una regione nella Guyana ex-colonia Olandese del Sudamerica famosa per i suoi distillati, si diffonde presto dalla provincia a tutta la regione e oltre.

Diviene presto insostituibile nella preparazione dei dolci, lussurioso “schizzato” sul gelato alla crema,  conviviale bevuto “schietto o annacquato” ma soprattutto si impone come un must nella correzione del caffè.

Barga vista da sotto Porta Macchiaia

L’arrivo delle bottiglie sostituirà le fiaschette e damigiane, la veste sarà una bottiglia dall’etichetta marrone maculata con la scritta “demerara” in giallo. In alto riporterà l’effigie di un leone, probabilmente a ricordare la forza o il regale predominio sugli altri “esemplari” di liquore.

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Le successive leggi sulla tipicità dei liquori vieteranno l’utilizzo dei nomi stranieri, il liquore verrà ribattezzato Leone 70 cosiccome il suo simbolo e la sua gradazione. I colori dell’etichetta non cambieranno e non si modificherà neanche la sua antica e segreta ricetta.

Un qualsiasi lucchese che entri in un bar chiedendo genericamente un caffè corretto riceverà un caffè “coretto”al Leone 70, da alcuni chiamato “leonetto” equivocando il “70” stilizzato nell’etichetta con una “T” e una “O”.

Si dice che un buon Caffè debba possedere le tre “C” ossia venir gustato “Caldo, Comodo e Corretto”. 

Un buon corretto deve essere “macchiato” con il mitico e intramontabile Leone 70 di Enrico Nardini.

Caldo, comodo, corretto a Leone 70.

Il rum Leone 70 di Nardini Liquori

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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