Author: il Lustro

- - Il “luogo comodo” dal 1400 al 1800 - Leggendo testi scolastici o famosi romanzi d'epoca (come ad esempio “I promessi sposi” o il “Decamerone”) ci imbattiamo sovente in racconti che riferiscono di terribili epidemie, quali la peste o il tifo, derivanti dalla scarsa igiene della popolazione. Come...

[caption id="attachment_423" align="alignnone" width="1024"] Un ottimo bar dove gustare un caffè deca o altre bevande[/caption] - - Un deca amaro perché la vita mi sia dolce davanti; meno affannata, “Trasandona” e triste come questi Borghi; Calma nel corso suo come l’acqua dei Fossi che da un muro sbuca, ad altro giunge, svelta, linda e pacifica. Piuttosto “sola”, l’immagino; Come un filo, sempre...

C’era uno al bare che lo chiamavino “Pretorio” perché era sempre dietro a attende a’ preti. - Che po’ “Pretorio” vole dì della pretura, che è lo Stato, mi’a la Chiesa, ma si sa’ ne’ bari c’è ancho di mórta ‘gnoransa. Pretorio sonava le campane la domeni’a, indava...

  “Siamo tanti soli marinai Per giunta d’acqua dolce; Bisce e bodde di palude Che discendono dall’uovo E bramano naturalmente, rotonde immense lagune” Lustro - [caption id="attachment_667" align="alignnone" width="768"] Una vista dei campi[/caption] - Era omo di padule ‘r povero Ranocchio, si por dì che era l’urtimo omo, né nostri pòsti, che campava prati’amente di cacc’e...

Te lo ri’ordi?!? Oh Cecco S’avrà avuto, siennó, dodici-tredici anni Perché la vespa ‘Un s’avea ancòra E s’andava di morto In biciretta. E su e giù per e paesi; E quando s’andava a pesca’ Quando a ruba’ le ciliegie A picchiassi con quelli de’ paesi accanto O a fa’ delli spregi Ma erino dispetti permododidi’ Di quelli ingenui,...

[caption id="attachment_842" align="alignnone" width="1024"] Istrumenti dell' illustrazione volgare[/caption] La mi’ illustraśzion volgare, ròba da pògo, appresa ar bare. . [caption id="attachment_766" align="alignnone" width="556"] Al più sodo[/caption] [caption id="attachment_840" align="alignnone" width="768"] Soldino lungo i Fossi[/caption] [caption id="attachment_662" align="alignleft" width="500"] La Frusa[/caption]   [caption id="attachment_983" align="alignnone" width="251"] Gio’[/caption] [caption id="attachment_984" align="alignnone" width="225"] Soul[/caption] [caption id="attachment_986" align="alignnone" width="300"]...

Era ‘n cardo becco e noi artri, fori ar bare di Badia, si stava com’ e polli su coll’ale a busca’ armeno quel popo’ di vento; méglio di tutti stavino vell’n cannottiéra, bra’ette e ciabatte che perlomeno respiravino. - Di beve voglia ‘un ce n’era, che po’...

Ma come fa chi guarda e poi s’apprezza più d’un che d’altro, fei a quel da Lucca, che più di me parea aver contezza. El mormorava; e non so che “Gentucca” sentiv’io là, ov’el sentia la piaga de la giustizia che sì li pilucca. (34-39 Purgatorio, XXIV) - C'era uno ad bare che...

La voleva ar sole Mi’a nell’òrido la tomba! A marmo di Carara E scritte d’otton. - Nulla d’ispeciale, ‘Na  dignitosa seportura, Com’era stata po’, sempre la su’ vita. E sotto all’umido c’aveva a sta’ il su’ povero marito ch’era ito via diec’anni prima. - Povera Gina Vanto lograva ! Voleva lascià ammodo Vesto mondaccio. - Perché rinvenissi Si rinveniva già pogo, Sicché ‘r su genero Ogni...