CARNÉT de VOYAGE

. . In quel mare nero come il petrolio c'è un filo rosso che resiste a ogni tempesta. Nelle sue impetuose onde ogni amore si tende nelle due estremità di quel filo sottile, ci sono fili che si tendono verso la fine di ogni tramonto e al...

. . Gremiti di vuoto Gli asfalti percorsi Si riempiono ancora Di passi lontani Nell'animo stanco Si forma un'inerzia, Un obbligo oscuro Ci priva del volto La stretta di mano, Ricordo lontano Di un filo spezzato Un gesto negato Guardarsi non basta Ma è ciò che ci resta E in queste mie stanze Son solo...

. . . Digià che è diffioltoso movisi che c’è la Giusta che ti ferma ogniduepertre po’ nelle ditte ‘un si sa più come comportassi che per légge i cartelli sull’usci e sulle lindiere ci vol mezz’òra...

. . . In anno imprecisato del dopoguerra, il centro cittadino è diviso in quattro quartieri popolari, quelli in cui tutti sono dignitosamente poveri, quelli in cui i bambini giocano in strada, le donne chiacchierano o stendono i panni, e gli uomini, se non sono a svolgere il...

. . L'edificazione della prima metà del novecento, ebbe compassione di una piccola superficie di terreno a forma triangolare compresa fra via Giovanni Pascoli e via Idelfonso Nieri. Fortunatamente quel triangolo è riuscito a sopravvivere anche alle selvagge costruzioni dell'immediato dopo guerra, del boom economico nonché agli appetiti...

. . Ora sono rimasto solo! Questo è quello che penso mentre con la mano accarezzo delicatamente il viso della mia adorata moglie Laura; la febbre l’ha consumata, forse fra poche ore si sveglierà trasformata. Sono seduto sul nostro letto, vicino a lei, le ho tenuto la...

. . Oggi è il giorno della terra, un pianeta piccolo e nascosto dietro ad altri pianeti più grandi, un pianeta fragile e bullizzato, sul quale camminiamo con i nostri piedi che spesso calpestano il suolo senza chiedersi che cosa pensa di noi, del modo in cui...

. . Il tempo ai tempi del virus Corona è un tempo interminabile e spaventevole trascorso reclusi tra le mura di casa, spesso in solitudine, sempre nella noia più annichilente e mortale, nell’attesa di un “via” che ancora si ipotizza lontano. . È anche il tempo in cui la...

. . 1959 Alla ricerca costante di passatempi sempre più intriganti scoprimmo che sotto i baluardi delle Mura c’era una città sconosciuta. Ogni baluardo aveva uno o più ingressi, a volte totalmente liberi ed incustoditi ed altre ostacolati da vecchi cancelli di legno troppo facili da superare. . Questi cunicoli sotterranei...