I due re leoni

I due re leoni


Ci fu un giorno in cui la sterminata savana ebbe due soli padroni a contendersi il potere e con esso anche il cibo.

Allora le iene, che erano parecchio affamate, decisero di unirsi e sostenere la causa del leone re che ritenevano più saggio e clemente nella speranza che, una volta raggiunto il suo scopo, sarebbe stato con loro generoso e gli avrebbe concesso di vivere tranquille e un poco mangiare.

Fu così che ordirono una specie di complotto, loro che per comodo e paura si erano sempre finte un po’ amiche, riuscendo ad avvelenare il leone re più vecchio e antipatico.

Il primo veleno che adoperarono fu la parola: la maldicenza può essere un’arma, il discredito un coltello nel fianco, la convinzione di esser nel giusto una bomba facile a detonare.

Una volta eliminato l’antagonista “cattivo” le iene reputarono di aver raggiunto lo scopo e andarono a compiacersi col leone re “buono” ormai indiscusso.
Giunte al regale bivacco della bestia trovarono però i cancelli serrati e di fuori una moltitudine di sudditi animali denutriti a lamentarsi.

Era la corte del coronato: una corona d’oro ha poco senso in mezzo a gioielli che brillano, ma anche un singolo orecchino di rame, posto su un letto di macerie, risplende più dei lapislazzuli .

Così le iene capirono che, per quanto aver due padroni fosse ingiusto e meschino, questo poteva servire a mantenere dei limiti in cui chi ha potere si dovesse muovere senza prevaricare ciò che è di altri o di tutti.

Così le iene capirono che il primo veleno, più mortale dell’arsenico, del cianuro o della belladonna, è proprio il potere, che chi lo brama ne viene assuefatto e perde ogni lume.
Lustro
il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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