Author: il Lustro

“Me l’ha ditto ‘r cognòme” - Me l’ha ditto Dalle Mura D”asserba’ come una teca ‘Na segreta bibblioteca Che contiene la curtura. - Me l’ha ditto il Giusti- “Méglio sussurà che discore Risparmi ‘r fiato e il cuore” -L’hó ‘mparato da’ vetusti. - Me l’ha ditto ‘r Frediani “Vesti Vi ‘un en monti En nostra riserba, - ‘Un enno merda, Ma tère,...

- Il mare e il vento Alla sabbia condussero Uno strano connubio Di rami ormai secchi. - Nel tempo di pioggia dolci lenzuola raccolsero Tali, ormai morti Perduti, confusi stecchi. - Piuttosto ora vegetano, Essi, di un vegetar nuovo Su Lido deserto isolati - Che giusto si popola: pretende umani, parole E Secchi stecchi spiaggiati - - di M.K....

Essenze, nasi e ricordi L’attuale civiltà è basata essenzialmente sulle immagini e sui suoni . Rumore e luce devono attirare e noi ne subiamo il fascino . Che resta degli altri sensi ? Sembrano quasi un contorno non necessario . Non consideriamo così che la nostra...

[caption id="attachment_662" align="alignnone" width="300"] La mitica Frusa in via Cenami[/caption] - Alla Frusa - Chi bofonchia sul sagrato? Santi, moccoli e Madonne! Ce n’è ancho pe’ le donne Pare ‘n matto scatenato! - Ma di omo ‘un è ‘na voce Più di gola e neancho stretta Liti’a pe’ ‘na sigaretta  N’han negato et è feróce. - Dai, si guarda...

. . I ppinoli nella biadina . . Bastassino i ppinoli a ismorśà l’ amaro s’è laina -come buttà nella biadina- anco alla vita, sai lavori?! . Ne piglierei ‘n fottio! Cucchiai d’ansuccaro ar caffè Ne metto due o ne tiro tre? E godi te che godo io...

  [caption id="attachment_3206" align="alignnone" width="300"] un Pinocchio della collezione I-mini di Studiovo prodotto da Euromarchi di Bagni di Lucca[/caption] - C’era un uomo al bar soprannominato Pinocchio, non perché fosse bugiardo, ma piuttosto perché amava parlar sempre del più famoso burattino al mondo del quale fin da piccolo...

  Sembra impossibile guardando questi piccoli esseri insignificanti così tentennanti nei loro isterici movimenti, troppo sbilanciati rispetto all’ipotetico baricentro, tanto indifesi rispetto alla mole degli altri elementi di un gigantesco suolo sferico...

“Vivi primitivo”- disse mio padre. Intendeva “essenziale, libero, consapevole degli strumenti “ - Esiste un limite invisibile o un abisso incolmabile su cui insistono milioni di concetti inutili, teorie, convinzioni e semplici oggetti. Sono la zavorra della nostra coscienza, la sintesi dell’inutilità, il superfluo che ingombra. L’accumulo, il dogma, la tecnologia...