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Nell’area che fu il Foro del rettangolo romano antico di Lucca, incrocio tra il cardo e il decumano e centro vivace delle attività poli che e commerciali cittadine, fu costruita a partire dall’VIII secolo fino al XIV,  la chiesa intitolata a San Michele arcangelo. - - Un diamante...

Una delle zone cittadine più tipiche in assoluto e più abitate della città era senz’altro “Cittadella”. Questa era formata da un insieme di vicoli e costruzioni tardo medioevali addossate l’una all’altra. Intorno agli anni 50 la mancanza di manutenzione degli immobili, l’assenza dei servizi essenziali...

Delle molte decine di torri gentilizie medievali, erette a testimonianza della potenza economica di alcune famiglie lucchesi, ai nostri giorni ne sono arrivate indenni solo due. - [caption id="attachment_1940" align="alignnone" width="212"] La Torre Guinigi “Tutta”[/caption] — Adesso, se alla Torre Guinigi (a sinistra) si tolgono gli alberi e a...

Una curiosità concernente la vita lucchese può essere facilmente individuata facendo una passeggiata da una chiesa all'altra osservando ad altezza d'uomo gli stipiti in marmo dei portali d'ingresso. L'osservatore troverà una serie di incisioni di ogni misura, profondità o larghezza e dalle più diverse angolazioni...

Il legame tra Lucca e l’acqua è indubbiamente strategico. - Nella piana lucchese si intrecciano un gran numero di utili canalizzazioni che provengono dal fiume Serchio e che hanno nei secoli garantito a Lucca un abbondante approvvigionamento idrico oltre ad implementarne lo sviluppo. - Se i fossi e canali,...

- [caption id="attachment_1772" align="alignnone" width="282"] L’antica bottega di Prospero[/caption] - - Ancho il malato fagiolino Da Ginese, ha un Cómpito: Torna’ Prospero e servito  In bottega drento a ‘n tino. - Sarà l’aria e l’ammosfera Il caldo de’ ballini o ‘l vino, Il medioevo d’òra e lo zolfino O forse i muri e la stadera...

- C’era uno al bare di nòme Germano che sempre era vissuto ne’ nostri pòsti ancho se un popo’ di mondo l’avea visto faciendo ir camionista.  - E quel giorno lì invió a racconta’ di vella vorta che a Trombacco vense l’alluvione ner novantaséi. - “Allora io ero sulla Cisa cor camion telonato, venivo in giù e volevo mangia’ un arancio, ma ‘un feci a tempo... - ‘Un feci a tempo perché mi cascó di mano, tantimai era ir vento, che po’ dopo mi girò pari pari cor camion e m’andó ancho di lusso... - E allòra, vedevo nero il cielo peraqqua’, succhè chiamai il mi’ amico di Gallicano... ma lu’ disse c’era il sole... oh, l’avesse mai detto: tempo du’ore principió a piove’, ma forte, tanto, grosso e sensza ismette un menuto. - E lì, sai, è un canalone, ti poi immagina’... menomale c’era la diga di Trombacco vòta e la raccolse; lì si fermó, sennò Gallicano ‘un la raccontava mi’a... ma neancho Fornaci! - C’erino tredici chilometri di nuvole a butta’ giù acqua - E di là, dalla parte di Cardoso a Stazzema, spazzo’ via ‘n paese e ci furono anche de’ morti, poveracci. - Gente che ‘un ha fatto in tempo a sortì o che erino ne’ garagi e nelle cantine... - Eeeeeh, l’acqua pol’esse péggio der fo’o, ‘un si pole calcolare, va rispettata e soprattutto van tenuti puliti i Monti, i rii e cavate sempre le fosse.” - [caption id="attachment_1267" align="alignnone" width="220"] La chiesa di San Jacopo in Gallicano[/caption]

- L'attuale Basilica di San Frediano, importante quanto la Cattedrale di San Martino e prima custode del Volto Santo, è il risultato di un "copia e incolla" logistico che ne ha capovolto l'ingresso, dovuto a varie ragioni, non ultime quelle di difesa della città...

- C’era uno al bare di nòme Germano che sempre era vissuto ne’ nostri pòsti ancho se un popo’ di mondo l’avea visto faciendo ir camionista.  - E quel giorno lì invió a racconta’ di vella vorta che ir treno lo fecin deraglia’ a Mologno...

Tèra di Quies'e Santi Sonetto alla méglio, Città - Tera di Quies’ e Santi Di Monti e fossi Luciensi pòsti Notai e mercanti; - Acqua sarmastra e doce Ansuppa cor cappuccio Bucciellat’ e cantuccio Prociession di Croce - Tóri, tórte  co’becchi, E muri tondi vecchi Che di morto fan Lustri - Alle genti drento illustri E fòri disgrassiati Che ner su’evo l’han mirati. — — Lustro - [caption id="attachment_1017"...