Vivi primitivo

Vivi primitivo

“Vivi primitivo”-
disse mio padre.
Intendeva “essenziale, libero, consapevole degli strumenti “

Esiste un limite invisibile o un abisso incolmabile su cui insistono milioni di concetti inutili, teorie, convinzioni e semplici oggetti.
Sono la zavorra della nostra coscienza, la sintesi dell’inutilità, il superfluo che ingombra.
L’accumulo, il dogma, la tecnologia incontrollata, la politica dei no, le false relazioni occupano la nostra mente e imballano le idee riempendo le cellule sane per restituirle sterili.

L’uomo primitivo contemporaneo non è una pura chimera;

egli si cala nell’attuale, attinge dalla rete libera e democratica che connette e non imprigiona, sceglie indisturbato la socialità della reale comunicazione e si muove libero nel mondo localmente globalizzato sfruttando le infrastrutture e i sistemi sempre tutelando la propria e altrui privacy.

Cos’è la libertà in questo WEB in cui l’ IP viene tracciato, registrato e strumentalizzato ?

Cos’è la libertà in questo MONDO dove il localizzatore conta i passi e controlla dove e quando esistiamo?

Cos’è la libertà in questo UOMO dove database, aziende, politica e social detengono la NOSTRA impronta digitale, il NOSTRO timbro vocale, il NOSTRO iride, il NOSTRO stato di salute, la NOSTRA situazione sentimentale, cosa NOI leggiamo, acquistiamo, diciamo o scriviamo?

L’uomo primitivo ha coscienza del valore della libertà, del valore della vita propria e dei propri cari, della responsabilità tecnologica, dell’integrità nei rapporti.
Egli ama la pace più di ogni altra cosa e mantiene un cuore sano, il polso ancora forte cosiccome il tessuto dei muscoli.
I suoi piedi scalzi valutano l’equilibrio e assicurano un contatto gravitazionale stabile e completo con la Terra: caldo e freddo non contano, sono solo percezioni, abitudini, racconti.

 

di M.K.

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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