L’origine del presepio e Bagni di Lucca

L’origine del presepio e Bagni di Lucca

Una tradizione importantissima  l’arte sacra in genere. La produzione dei mammalucchi poi, ha fatto conoscere il figurinaio lucchese  e la sua Lucca in tutto il Mondo.

Virgilio illustra come si è evoluto il presepio e la nostra terra di artisti ed artigiani.

Il Lustro

L’origine delle statuine…

Secondo il Lazzareschi(1)  l’arte di produrre statue religiose di piccole dimensioni nasce a Lucca all’ombra dei monasteri fin dal medio evo.

Furono le suore di S:Domenico che nel 1375 durante il soggiorno a Lucca di S.Caterina da Siena donarono alla Santa una statuina di Gesù Bambino in stucco.

La produzione a Lucca e nello stato di piccole statue era già radicata durante la visita della Santa a Lucca, prima in stucco,o  cera  e successivamente con il gesso materiale più malleabile ed economico adatto ad essere dipinto e patinato in mille modi.

La diffusione di queste piccole statue spesso rappresentanti non solo il famosissimo e veneratissimo Volto Santo, di Lucca ma anche le figure religiose legate alla natività di Gesù.

La produzione di questi “Bambini di Lucca” come erano detti furono portati in tutta Europa dai mercanti Lucchesi, che insieme alle pregiate sete esportavano anche queste piccole opere d’arte raffiguranti  Santi ed angeli.

La realizzazione di questi manufatti piano piano si sposta sempre più in periferia e particolarmente in vicinanza di luoghi frequentati prima da pellegrini e poi da visitatori forestieri.

Dai conventi e dalle botteghe lucchesi di città, le statuine religiose raffiguranti i santi venerati in città e nello stato, diffuse dai vari mercati nei vari mercati non solo lucchesi ma anche nel resto d’Europa.

E’ la sempre crescente voglia di poter possedere anche dalla popolazione umile delle statue da venerare che spingerà gli artigiani del contado a cimentarsi nell’arte dei “figurinai”.

Le due località che vantano la maggiore tradizione della lavorazione del gesso e quindi delle figurine nello stato Lucchese sono ambedue poste in vicinanza della via Francigena.

Le terre della Vicaria di Val di Lima con le sue Terme frequentate dai pellegrini fino dai tempi di Matilde di Canossa, a ridosso della Via Francigena e la Vicaria di Coreglia attraversata dalla strada nella parte pianeggiante della strada, furono la culla della difusione della lavorazione di questa arte che porterà le opere in gesso in tutto il mondo.

Fino ad oggi ci sono solo studi a riguardo gli ultimi cinque secoli di storia a riguardo l’arte della figurina, e soprattutto la diffusione del presepe  come arte religiosa lo si attesta solamente dal XV secolo con piccole opere in gesso rappresentanti la natività con la presenza dei Re Magi.

Dal secolo successivo si radica soprattutto nelle classi abbienti e nobili anche in Lucchesia la moda di possedere un presepe di vario materiale da esporre nel periodo natalizio nella propria cappella o abitazione.

Sono realizzati in tutti i materiali a secondo delle esigenze e disponibilità economiche dei committenti, da le misure quasi ad altezza umana a le più minute da riporre in piccoli srigni intagliati.

Le tecniche di realizzazione sono tra le più svariate, dai pezzi a tutto tondo di materiale pregiato dall’avorio all’argento al legno al più povero gesso nobilitato con il colore.

La moda di avere dei presepi di “pupette” di piccoli manichini prima con corpo di legno, e con teste di vario materiale dalla cera alla creta essiccata alla terracotta passando dalla carta pesta al gesso.

Queste “statuine” spesso vestite con preziosi abiti in stile del periodo di tessuti pregiati rendono uno spaccato visibile della moda e dei tessuti del periodo del presepe in esame.

Dal periodo della controriforma  in poi, in Lucchesia quasi tutte le case e soprattutto tutte le chiese possiedono un presepe che nel periodo di Natale viene allestito in bella mostra con la partecipazione dei fedeli nelle chiese e degli abitanti nelle case, di qualsiasi ceto siano, dai più poveri in carta o gesso ai più sontuosi realizzati in teche sontuose.

Gli abitanti della nostra valle fin dal XV secolo sono maestri nel realizzare statue religiose che vendono ai frequentatori delle Terme, e si uniscono ai mercanti per vendere le loro opere fuori dai confini dello stato di Lucca.

Purtroppo sono pochi i presepi storici realizzati in Val di Lima che sono arrivati ai giorni nostri, e sono conservati nelle nostre parrocchie, sono però quasi tutti databili agli ultimi tre secoli.

Dei presepi conservati in abitazioni private si sono conservati solo i presepi dal XVII al XIX secolo.

Di gesso, terracotta ma quasi tutti “vestiti” con stoffe di finissima seta lucchese.

La diffusione della pratica del presepe nelle case si è radicata fino ai giorni nostri anche se i tempi moderni tendono a far perdere queste tradizioni.

La magia che da piccoli ci prendeva quando si avvicinava dicembre, la ricerca del muschio più bello essiccato per non sciupare il presepe, i sassi i tronchi di legno lo spazio scelto nelle case per realizzare il presepe come un paesaggio il più realistico possibile con case,  acque  ponti alberi (piccoli arbusti cercati appositamente per sembrare dei piccoli alberi) un micro mondo tutto intorno alla capanna della natività, l’avvicinarsi poi durante i giorni dei Re Magi alla Capanna fino al giorno dell’Epifania per poi disfare il tutto e riporlo con amore in attese del prossimo periodo di natale.

Nella nostra valle vi saranno tre grandi periodi di migrazione, legate a periodi di crisi e di miseria che porteranno i nostri abitanti a cercare fortuna all’estero.

La prima grande migrazione coincide con il tardo periodo Napoleonico e con la restaurazione, emigreranno anche tutti quei cittadini coinvolti con il governo napoleonico dello stato.

Subito dopo l’unità d’Italia quando la perdita di importanza di Bagni di Lucca farà calare la presenza di turisti di alto rango nella valle.

La terza grande ondata emigratoria coincide con la fine delle due guerre mondiali, la speranza di un futuro migliore porta i nostri abitanti a tentare la fortuna in tutto il mondo.

Allego a proposito notizie tratte dal volumetto “FINO CHE IL GESSO FA PRESA…DI FAME NON SI MUORE”

Edito in occasione della mostra sui figurinai tenuta a Bagni di Lucca nel 1994

di Virgilio

una veduta di ponte a Serraglio di Bagni               –    china e aquerello

 

(1)E.Lazzareschi E.Pardi”Lucca nella storia , nell’arte  e nell’industria Lucca 1941, a pag.241
il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
No Comments

Post A Comment

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: