Le Grotte dell’Anfiteatro

Le Grotte dell’Anfiteatro

L’Anfiteatro che conosciamo, forse il simbolo più rinomato e caratteristico della nostra città, è il risultato di vari interventi strutturali databili dall’epoca romana a quella borbonica.

L’Anfiteatro: homo mensurae, ovum perfectum

La sua costruzione avvenne probabilmente su un’area di interesse sociale e religioso ancora più antica tant’è che le strade romaniche, con le loro geometrie “a quadrati”, sembrano averlo quasi “scansato” nel disegno della Lucca antica.

L’evoluzione in tre punti nello schema grafico di Enzo46

Edificato nel II secolo d.c. con i 100.000 sesterzi dell’equites Quinto Vibio , alto circa tredici metri ( tre metri sono al di sotto dell’attuale pavimentazione ), lungo circa 110 metri e largo sugli 80, era inizialmente utilizzato come arena per giochi e combattimenti. Trattandosi di competizioni e spettacoli accessibili al popolo tutto, non erano rari gli episodi violenti e le possibili rappresaglie tra i “tifosi” o, peggio, i tentativi di insurrezione e sommossa verso il governo di quell’epoca. Per questo motivo l’edificio, per Lucca come per altre città ,  era esterno alle mura ed esse potevano venir chiuse all’occorrenza o quando si avvertisse una minaccia.

Considerando che l’interno consisteva in un’arena, un parlatorio ed una piazza, possiamo immaginare un esterno le cui costruzioni erano adibite a stalle per gli animali, magazzini per i materiali ed il cibo e addirittura carceri per detenuti, schiavi e lottatori.

Via dell’Anfiteatro e sulla sinistra la piazzetta della Grotta

L’arrivo e l’invasione dei barbari ( dal VI al XIV secolo ) comportò poi l’abbandono dell’Anfiteatro che subì una grossa decadenza tanto da divertire una specie di “magazzino edile” da cui attingere per i materiali ( pietre, colonne, capitelli e travature ) necessari alla costruzione di altri edifici lucchesi tra cui importanti chiese.

L’area acquisì un aspetto assimilabile ad una grande cava con scavi, pozzi, terrazzamenti e soprattutto “grotte”.

Non è un caso che una delle piazze più caratteristiche ( e quasi sconosciuta al turismo oltre che priva di indicazioni e targhe ) si chiami proprio “piazza della Grotta”. Questa piazza, posta nella zona nord di via Anfiteatro ( la strada che costeggia la piazza dall’esterno) ,  è anche sede di una bellissima “edicola” : un’immagine della Madonna del Carmine con un Cristo bambino in braccio ed in spalla uno borsetta chiamata “scapolare” , simbolo dell’ordine dei Carmelitani. A Lucca abbiamo anche una piazza del Carmine, sede del Mercato ed una chiesa intitolata a detta Madonna in Capannori ( di cui è protettrice ).

L’Anfiteatro oggi

Singolare la tipica “borsetta”, come l’ha definita il popolo lucchese, attribuendo impropriamente a questa Maria l’appellativo di    “protettrice delle prostitute”.

La singolare iconografia di Madonna con bambino e “borsetta” nell’edicola

L’opera, che risale  presumibilmente al XVIII secolo,  fu realizzata con tecnica ad affresco e incorniciata con stucco lucidato e dipinto ad effetto marmo.

L’Anfiteatro, in latino “paralisium” in lucchese “parlascio”, fu poi probabilmente sede di assemblee popolari e, in epoca medioevale , iniziò a riprendere vita e forma in quanto le abitazioni e costruzioni andarono a ricalcare l’antico tracciato valorizzando la forma ellittica che conosciamo.

La destinazione della piazza fu poi essenzialmente quella commerciale; fu sede di mercati e scambi e questa vocazione è rimasta la principale fino a pochi decenni fa, quando il quartiere popolare chiamato a Lucca “Piazza”, quello dei “piazzaioli”, era appunto il punto d’incontro di molti lucchesi ai “banchetti”.

L’esterno fu quindi il “magazzino” dei vari beni ( alimentari e non ) oltre che il “garage” per i cavalli e gli animali.

L’attuale profilo è dovuto al restauro del regio architetto borbonico Lorenzo Nottolini ( originario di Gromigno / Segromigno ) lo stesso che, sotto Maria Luisa, ha effettuato molti importanti interventi di architettura “delle acque” ( acquedotto omonimo, ponti, regimazioni ecc.)

L’intervento, durato due decenni fino al 1838, andò a liberare il centro della piazza dai vari ingombri ridefinendo la caratteristica pianta ellittica a cui accedere dai quattro ingressi ( prima era uno soltanto ) corrispondenti a cardo e decumano; l’incrocio delle due strade è segnalato sulla pietra della pavimentazione corrispondente con una crocetta.

de Il Lustro

Curiosità storiche

Il motivo per cui fu costruito fuori dalle mura romane oltre che di ordine pubblico fu anche di natura geografica. Dette mura seguivano un vecchio ramo del fiume dopo aver compiuto un evidente tragitto curvilineo. La nota via Fillungo compie un’ampia curva in prossimità dell’intersezione con via Mordini ( prima “via Nuova” proprio perché la strada doveva imboccare ortogonalmente un ponte sul fiume posto al di fuori dalle mura.

Il Fillungo all’altezza di via Nuova

I materiali estratti dalle grotte e sottratti all’Anfiteatro venivano rilavorati in funzione del nuovo utilizzo. Il personale specializzato lavorava nella vicina piazzetta che tutt’ora riporta il nome di piazza degli “Scalpellini”. Quello di questi artigiani è stato per secoli un mestiere molto ricercato in cui molti lucchesi, specie quelli della zona di Matraia,eccellevano.

La folla nell’Anfiteatro nell’ingresso da piazza Scalpellini

La via Anfiteatro era chiamata “via delle prigioni” per la destinazione d’uso attribuitale nell’antichità.

La zona Anfiteatro oggi molto ricercata e di gran pregio era fino a pochi decenni fa un’area popolare molto modesta i cui immobili avevano un basso valore.

di Enzo46 e Il Lustro

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prova unica , acquerello/watercolor, 30x40cm

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Anfiteatro
L’ellisse più pittoresco al mondo.

La “piazza” ex-quartiere lucchese del mercato fu anfiteatro romano.
Una croce incisa nella pavimentazione indica il centro, i quattro ingressi corrispondono a cardo e decumano. Da non perdere anche le vie esterne e la zona delle grotte (i materiali antichi furono scavati), la madonna con la borsetta ( scapolare carmelitano ).
Per una cena indimenticabile basta scegliere uno dei ristoranti sulla piazza.
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Amphitheater

The most picturesque ellipse in the world.

 

The “piazza”, formerly the Lucchese district of the market, was a Roman amphitheater.

A cross engraved in the pavement indicates the center, the four entrances correspond to thistle and decumanus. Do not miss the external streets and the area of ​​the caves (the ancient materials were excavated), the Madonna with the handbag (Carmelite scapular).

For an unforgettable dinner, just choose one of the restaurants on the square.

Amphitheater

The most picturesque ellipse in the world.

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Amphithéâtre

L’ellipse la plus pittoresque au monde.

 

La “piazza”, ancien quartier lucquois du marché, était un amphithéâtre romain.

Une croix gravée sur le trottoir indique le centre, les quatre entrées correspondent au chardon et au decumanus. Ne manquez pas de visiter les rues extérieures et le quartier des grottes (les matériaux anciens ont été mis au jour), la Vierge au sac à main (scapulaire carmélite).

Pour un dîner inoubliable, choisissez l’un des restaurants qui se trouvent sur la place

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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