Il Postale e il pittore Riccardo Bertoni

Il Postale e il pittore Riccardo Bertoni

 

Chiamavano “Postale” a Barga la corriera che dalla stazione lungo-fiume portava sul colle, dell’importante centro e capoluogo, la posta e la gente. Lettere, cartoline, plichi, cose e anche  persone facevano questo breve ma tortuoso tragitto a bordo di un Fiat 18 BL dalle “ruote piene”.

Il conducente che guidava la corriera era un vero e proprio personaggio conosciuto da tutti e rappresentava una sorta di autorità per quel periodo, si parla del 1925, dove aver la patente per guidare questi “grandi-mezzi” si potrebbe paragonare, al giorno d’oggi, ad aver il brevetto di volo per condurre un aereo transcontinentale.

Da Massaciuccoli si spostò a Barga un uomo che divenne il conducente di questo “Postale”; si innamorò del posto, vi si trasferì ed ebbe una figlia.

La figlia conobbe poi un uomo di Livorno, che a Barga si trasferiva in villeggiatura nell’estate, lo sposò ed ebbe un figlio di nome Riccardo.

Pur trasferendosi poi a vivere a Livorno, la famiglia continuò a tornare spesso nella bellissima Barga dove mantenne sempre i propri affetti.

Questo aneddoto mi ha raccontato il pittore Riccardo Bertoni quando, stupito per la banale semplicità della mia domanda “Cosa ti lega a Barga?” mi ha iniziato a narrare della magia, della ispirazione, della storia e della cultura barghigiana.

Lui, un percorso di 50 anni d’arte che non sto a raccontare perché lo ha già ampiamente fatto chi ha i titoli per farlo, una gran capacità di comunicare la sua passione e il carisma di chi ha vissuto poeticamente “da pittore”, di Barga ha fatto la sua casa.

Benché provenga dalla costa di Livorno, quella presente in molte delle sue tele ( molto eccentrico il Duomo di Barga contestualizzato su uno scoglio di Calafuria… ) il legame con la città del Pascoli è netto e visibile un po’ in ogni sua opera.

Una vita “divisa” tra Livorno e Barga, i suoi grandi amori fin da piccolo ad oggi, che di “diviso” ha ben poco, perché lo riconosce anche un occhio inesperto come il mio che, nell’arte di Bertoni, queste sue culture si fondono, si uniscono, si sposano, fanno figli in una parola sola si “COLLEGANO” un po’ come il fiume dalla stazione dei treni era collegato al capoluogo barghigiano da “Il Postale”.

Riccardo sarà in mostra a “La sosta dei diavoli” in Ponte di Catagnana.

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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