Marśo

Marśo

Marzo, iniziano le belle giornate e con esse la voglia di uscire di casa che, nelle belle giornate anticipo della primavera, significano fare delle passeggiate nella campagna, le famose Sei Miglia del circondario di quella Lucca dove la campagna arriva quasi a toccare le Mura urbane.

Marzo, un mese pazzarello capace di mutare in caldo e freddo repentinamente tanto che non si sa come vestire e se dover portare o meno il cappello ( beretto )

Marzo, tempo di “girate”.

I giovanotti di un tempo, ossia quelli con le gambe buone ( per camminare ) usavano muoversi per i campi a piedi nudi ( scalzi ).

La pianta del piede, benché indurita e sciupata dal contatto con il suolo, aveva allora una percezione delle imperfezioni del terreno davvero unica e sapeva adattarsi “natutalmente” ai sassi, all’erba, agli stecchi.

Una forma quasi primitiva di ancestrale contatto con il pianeta ed i suoi elementi…

de Il Lustro

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Marśo, chi ha buona gamba vada scarśo…
E chi l’ha malata, la tenghi fasciata.

Marso matto figliol di un nerone
scortica le peore e il montone.

Marso muta sette berette al giorno.

(in foto: nebbion di stamani)

di Giuseppe Pardi

 

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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