La Storna

La Storna

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“Monologo di una Storna ripassata al volo coll’uovo”

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Parete ‘n’ovo

ma com’i mii,

no scaarito.

Guasi murat’a mesura,

mesura d’omo:

linda e perfecta…

Ripassata al volo

di port’Elisa a San Fredian

V’hó vista mesza,

lustra e ffina.

Son Storna;

Vista l’òra

Òra si torna.

M’aspetta

vel tegame,

Pomodora,

e ‘n artro òvo.

Questo monologo della Storna si inserisce nella serie di poesiole fatte con l’uccello ( per protagonista ).

Storna si intende la femmina dello storno, uccello assai invadente che si muove in flotte numerose e moleste danneggiando spesso i tetti delle case.

La Storna, contrariamente alla cavallina di pascoliana memoria, in questo caso riesce a volare e nel suo tragitto est-ovest, da Porta Elisa verso la chiesa di San Frediano, si trova a osservare Il centro cittadino e l’ellisse dell’Anfiteatro assimilandoli “rispettosamente con il voi” ad un uovo.

Un uovo dalle proporzioni perfette ed auree, una città dalla misura d’uomo, a sua misura, lucente (Lucensis), dai natali illustri, della finezza di una nobildonna.

L’uccello osserva con questa tecnica di sorvolo ( a volo d’uccello dipingevano anche i grandi pittori ) e descrive quasi-poeticamente per poi scadere, come spesso succede, nella routine della quotidianità.

Dovrà infatti pensare al pranzo, al pranzo altrui perché verrà ripassata ( cioè soffritta con pomodoro) in un tegame ( pentola/ padella ).

Didascalia per prova unica “L’Anfiteatro e la storna “

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versione 🇮🇹

La storna cucinata al pomodoro con l’uovo in padella

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Quasi sembrate un uovo,

Oh Lucca;

un bell’uovo dei miei

non di quelli striminziti!

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Vi svelate a me così nitida,

nelle vostre armoniche proporzioni,

da sembrar costruita su misura, 

una misura d’uomo.

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Sorvolandovi nuovamente

-se pur di fretta-

da Porta Elisa 

alla basilica di San Frediano,

ho apprezzato metà soltanto 

della vostra beltà ,

e raffinata lucentezza.

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Io, un’umile storna,

vi ho così visitata;

si è fatta una cert’ora

e debbo adesso rientrare 

( al mio nido ).

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Lì mi attende

una donnaccia poco seria

di nome Pomodora

ed un un altro uovo,

( comune e di scarso pregio )

ma pur sempre uovo

come voi.

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de Il Lustro

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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