Esistenzialismo e distributori di pazzia

Esistenzialismo e distributori di pazzia

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Esistenśialismo e distributori di mattia.

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Col passa’der tempo, ortre a ‘mbiancà ‘ ccapelli ( chie l’ha ) cambino anco le domande ‘sistenśiali.

Se da ragaśzi ci si demandava:

“Dio esiste?”

“Siam soli nell’universo?”

più avanti si doventa più pratici e le quistioni en diferenti:

“C’anderó in pensione?”

“I mi’ figlioli lo troveran lavoro?”

“C’ariveró ‘n fondo ar mese?”

Da più vecchietti, po’, i quesiti sono:

“La mangeró la colomba?”

“Ci si farà a addentà ir panetton l’anno che viene?”

Non potendo risponde’ a tutte, la mi’ domanda d’ieri era vella tipia dell’universo femminile ( e dell’ “omini soli” – come dican i PPu ):

“ Che s’ha a fa per mangià ?”

Per poté da ‘na risposta e ‘n senśo a tutto ciò, ho ragionato d’indà ar supermercato, che lì c’han tutto d’ognibendiddio.

Al supermercato piglio varcosin da mangià ( senśa tante pretese ) e quando son per paga’ s’affaccia ‘n’ometto con cinquanta euri a sventola’….

L’aveva chiappi ar bancomatte fòri che, dio-io, che ci rappresenterà ir bancomatte fòri dar supermercato ‘un lo só.

Se l’hai spiccioli paghi e via e se un l’hai paghi cor bancomatte…mia che cambi cor bancomatte per danni spiccioli! 

Alle cassiere che vòi ni freghi?!?

Forśe è per quelli che paghin colli spiccioli e poi si rinvengano “ Oddio son senśa sordi” e allora prelevano ar bancomatte , quando ‘nvece potevin paga’ cor bancomatte e via.

Ma ‘un divaghiam,  si diceva di vell’ometto der bancomat e de’ cinquanta euri…

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“Oh che vorà? Cambialli da un’eurin per piglià ‘r caarello?” – penśo trammé…

Macchè!

“Signorina, me lo farésto ‘nfilà?”

“Cooome? Ma qui ? Davanti a tutti?” C’è la fila ‘un lo vedete?”

“Volevo vede’ s’erin boni…”

“Aaaah! Venghi “

‘nfila, “Fi-fi” sòna.

“Sissì, en bòni, anśi avenne, anco secchi…se n’avanśin li porti vi eh!”

L’ometto li chiappa śitto śitto e va via.

En buffi i cunigliori !

Vengo via e passo dar distributore a fa miscela all’ape che segnava; ero lì che ‘nfilavo i mi dieci euri ( a me ‘un m’importa se ‘r petrolio amenta tanto sempre dieci metto… ) che t’ariva ir solito tiśzio, l’ómin, che mi chiede:

“Ma óggi è chiuso?”

“No” ni faccio io.

“Ma a me mi pare chiuso”

“Noe, lo vedete ch’è atomatio?!”

“Ma io vuolevo ir benśinaio!”

“Lù ‘un c’è, ni devo dì varcosa se lo vedo ar bare?”

“No no”

E va via.

Ri-en buffi i cunigliori!

Faccio per inda’ a ccasa ti rivedo lullì, l’omin, ar distributore der diaccio  ventiquattròre, a smoccolà che ‘un ni vengano i cubetti.

Òra dio, ma ‘un potrébbe indà alla fabbrica der ghiaccio in piaśza Pupporona ( come si fa tutti ) o fasselo portà a casa con la biciretta da lòro?!?

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Piazza “ Pupporona “

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A-ri-en buffi i cunigliori!

Tante vorte vedi di velle ‘ose ch’’un te l’ispieghi… i matti, dio-io, l’han sciorti di Fregionaia e en venuti giuggiù come fa la pièna che, si sa, ch’è risaputo anco da sassi “l’acqua va ner più basso”

La spiegaśzion me la son data quando son andato ar bare a fa colaśzion ( per légge a gratisse ir giornale ) ir giorno dopo. 

Titolo in cronaca:

“Anśiano ha dato di matto per el caldo, becca cinquanta euri finti e tenta di danni foo alla banca”

Sottotitolo:

“Ha provato a diacciassi co’cubetti ma ‘un n’è riuscita; si rifiutava d’andà ar supermercato pe’rinfrescassi con vell’artri.”

Lo vedi, a tutto c’è ‘r su perché!!!

Po’le notiśzie continuavino com’ar solito…

“ Si consiglia di beve tanto ( no coretti )…”

“ usate la crema e no sott’or sole a vangà nelle òre carde”

“Donne smagrate che ci si prova ‘r costume”

“Tanta frutta ( com’ ‘un góstasse nulla! )

“Meno italiani in ferie vest’anno-perché l’anno prima?”

“Vendite de’giornali quotidiani che calino- e ci redo”

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Un matto

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Versione 🇮🇹 

“Esistenzialismo e distributori di pazzia”

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Col passare degli anni, oltre ad imbiancarsi i capelli ( a chi ancora li ha ), mutano persino le domande esistenziali che l’Uomo si pone.

Se nell’adolescenza le domande consistevano in :

“ Esiste Dio?” 

“Siamo l’unica forma di vita nell’universo?” 

andando avanti diveniamo più cinici e differiscono quindi i dilemmi:

“Riuscirò ad arrivare all’età della pensione?”

“Troveranno i miei figli un lavoro?”

“Arriverò con i soldi a fine mese?”

Da più anziani i quesiti divengono ancor differenti e più essenziali:

“Vivrò fino a Pasqua?”

“Sarò ancor in vita il prossimo Natale!”

Non potendo io rispondere a tali irrisolvibili domande, la mia, più pragmatica ma altrettanto complessa, era la domanda tipica di tutto l’universo femminile ( e di molti “uomini soli” ):

“ Cosa potrò mai preparare oggi per pranzo?”

Nell’intento di rispondere a tale quesito e, al tempo stesso, dare uno stupido senso alla mia giornata, pensai bene di recarmi in un supermarket, luogo ricco di prodotti di ogni sorta.

Lì, dopo aver acquistato del semplice cibo che stavo per pagare alla cassa, si affacciò un anziano signore con in mano, a mo di ventaglio, una banconota da ben cinquanta euro.

Aveva tratto tale valuta dal bancomat situato all’esterno del centro, bancomat a mio parere, inutile in un simile contesto.

Infatti, chi detiene il denaro contante può saldare con esso, chi non ne ha paga col bancomat, ma MAI chi non ha contante, preleva il denaro per pagare cash.

Alle cassiere cosa potrà mai interessare di come si provveda?

Che il bancomat all’esterno dei supermercati serva a coloro che pagando in valuta rimango poi di essa sprovvisti da dover rimediare con un nuovo prelievo???

Ma rimanendo sull’episodio di quell’anziano signore e dei suoi cinquanta euro, ecco cosa pensai:

“ Chiederà egli di cambiare la banconota con cinquanta monete da un euro ciascuna cosicché ne possa usufruire come cauzione per il carrello della spesa!

“Signorina, me lo lascerebbe infilare?” – disse quel tipo

“Cooome? Ma qui ? Davanti a tutti?” Non vedete che c’è la fila ?!” – proferì la cassiera quasi offesa.

“Volevo verificare che i 50 euro fossero buoni …” – spiegò l’anziano

“Aaaah! Venga dia qua “ – fece lei più cortese.

La cassiera infilò e l’avvisatore acustico della macchina emise il suono che confermò  un esito positivo.

“Sì , sono buoni, magari averne in quantità! Se lei ne ha fin troppi li porti a me!”-disse poi ironicamente.

L’anziano se li riprese e, senza dir parola, se ne andò.

“Che strano soggetto!” – conclusi tra me e me.

Uscendo da lì, pensai bene di recarmi al distributore di benzina per rifornire di carburante la mia Ape Piaggio che da un po’ segnava rosso.

Nel mentre che inserivo nell’apposita colonnina  la mia banconota da 10 euro ( io mi ritengo esente dagli aumenti del costo del petrolio poiché sempre 10 euro di carburante ricarico ) mi vidi comparire il solito anziano del supermercato che mi domandò:

“Ma oggi è chiuso?”

“No”- risposi io.

“A me pare chiuso”

“No, non vedete che la stazione di rifornimento è aperta in modalità automatica ?!”

“Ma io cercavo il benzinaio”

“Se intende il gestore egli non c’è, oggi. Vuole che gli riporti un qualche suo messaggio nel caso dovessi incontrarlo più tardi al bar?”

“No, no” concluse spicciativo il tizio e senza dire altro se ne andò.

“Che strano soggetto!” – pensai tra me per una seconda volta in quella calda giornata.

Rientrando a casa, nel mio appartamento in periferia , rividi lo stesso uomo (  del supermercato e del benzinaio ) a bordo strada.

Stavolta era intento a prelevare dei cubetti  da un distributore di ghiaccio 24’ore e, non riuscendovi, imprecava vistosamente e si agitava in modo compulsivo.

Mi domandai del perché, se volesse acquistare del ghiaccio, non si fosse recato all’apposita fabbrica che si trova in piazza San Salvatore nel centro storico, oppure contattarli affinché gliene portassero al suo domicilio.

“Che pratica sconsiderata”-ragionai tra me-“ e, soprattutto, che strano individuo!” fu, per la terza volta in quella mattina, il mio pensiero scuotendo la testa.

A volte si vedono cose che non sappiamo spiegarci…

“I pazzi sono stati liberati dal manicomio di Maggiano e se ne sono scesi verso Lucca un po’ come fa l’acqua del fiume che, straripando, livella naturalmente nel luogo più in basso”

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Il manicomio di Maggiano in via Fregionaia

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Una spiegazione a questi singolari comportamenti riuscii a darmela l’indomani quando, recandomi al bar per far colazione ( ed anche per leggere gratuitamente i quotidiani ) realizzai che la cronaca locale aveva per titolo:

“Anziano impazzito per il forte caldo tenta di incendiare una banca che gli aveva rifiutato una banconota contraffatta”

Il sottotitolo continuava così:

“Aveva invano provato a rinfrescarsi con del ghiaccio e si rifiutava di stare al fresco nei centri commerciali con gli altri”

Ogni cosa, in questo mondo, non avviene per caso. Tutto ha una sua spiegazione per quanto ovvia o recondita che sia. Limitarsi però alle apparenze, o a quanto sia già stato svelato, non comporta alcuna crescita umana.

Il quotidiano continuava poi con le solite notizie di ogni estate:

“ Si consiglia di bere abbondantemente e tralasciare gli alcolici”

“ Usare creme protettive quando ci si espone alla luce solare ed evitare le ore più calde “

“ Corsa alle diete per l’imminente prova costume “

“ Mangiare molta frutta “ come se non costasse niente la frutta…

“Meno famiglie di italiani andranno in vacanza” notizia già sentita l’anno precedente…

“ Gli italiani non leggono più i quotidiani” a questo posso anche credere!

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de Il Lustro

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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