Sotto l’abito della vanità

Sotto l’abito della vanità

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Ogni mattina comincia un rituale al quale ognuno di voi prende parte: inconsapevolmente e con inevitabile naturalezza vi rivestite di un involucro fatto di pura vanità.

Vi svegliate, vi lavate, c’è chi si rade, chi si trucca, chi cerca di nascondere le proprie imperfezioni, le proprie rughe, le occhiaie, vi profumate, scegliete una camicia, un abito che vi convinca quanto basta per farvi sentire sicuri, vi guardate allo specchio e a quel punto vi sentite pronti a non vergognarvi di fronte agli altri e aprite le vostre porte per uscire.

Ma voi, in tutto questo dove siete? I vestiti, il trucco, gli occhiali da sole…..non dovrebbero nascondere ciò che siete.

Voi non siete le vostre camicie di marca, non siete i vostri mascara, i vostri rossetti, i vostri smalti, non siete le vostre giacche eleganti.

Non imprigionate ciò che siete dietro alle sbarre di una stupida vanità! Non lasciate fuggire il vostro valore reale, quello puro e immacolato, che vi distingue dagli altri.

Tutti possono indossare una camicia, una giacca elegante, una cravatta, ma ognuno di voi dentro è diverso.

Potreste incontrare sulla vostra strada un uomo, con la giacca logora, la barba incolta, le scarpe rovinate dal fango e dalla polvere, le rughe che gli solcano il volto e i capelli scompigliati e ingrigiti dal tempo, ma potreste scoprire che quell’uomo è più intelligente di voi, che lui ha capito, è più coraggioso di voi perché non si nasconde e non ha paura dei vostri sguardi.

Indossate pure ciò che volete, ciò che vi piace, ma ricordate che voi non siete quell’abito ma ciò che c’è dentro, non giudicate ma….osservate, fate del vostro meglio per capire e non fidatevi dell’immagine riflessa nello specchio, voi non siete quel riflesso.

Voi siete il risultato delle vostre passioni, del vostro amore ma anche del vostro dolore e del vostro odio, siete un sorriso a vostra madre, una stretta di mano a un amico, una carezza a un figlio, una lacrima di gioia e una di dolore, una parola detta e una ascoltata, un abbraccio a un padre.
Non lasciate fuggire questa idea da voi stessi, altrimenti rimarrà solo l’abito…..vuoto.

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Testo e illustrazione di Alex Sorbera

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alexorber26.tumblr.com

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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