Fuggire dalle proprie tempeste

Fuggire dalle proprie tempeste

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Partiva
Per un viaggio senza ritorno,
Su barca di carta
E speranza come vento

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Fuggiva
Dalle tempeste
E sapeva che ne avrebbe trovate altre,
Ma teneva alta la testa
Per guardare oltre le nuvole
E attraversare i fulmini

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Li ha visti cadere,
Ma le sue lacrime loro non le hanno viste
Ora sono in fondo all’oceano.
Loro non sanno che sono li,
Hanno altre tempeste a cui pensare,
Hanno paura.

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Le loro tempeste non sono come la sua,
Sono interiori.
Paurosi, odiano senza capire,
Si stringono la mano ma prendono fuoco,
Se solo capissero
Che ognuno ha la propria tempesta!
E che ognuno fugge da essa.

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Si lasciano guidare dalla scatola di plastica,
Guardando uomini
che costruiscono palazzi di parole
che crollano.

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Non riescono a sentire
Il silenzio di chi non può più parlare
E come potrebbero!?
I loro pianti ormai non fanno rumore.

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Ma
Se chiuderanno gli occhi
Nel silenzio
Li sentiranno,
Vedranno coloro che si sono allontanati
Con le mani rivolte al cielo.

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Come si fugge da una tempesta?
C’è chi le tempeste le ha viste davvero,
C’è chi le ha solo dentro,
Alla fine qualcuno ce la fa,
Ma qualcuno diventa solo silenzio
…….. E non fa più rumore.

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Testo e immagini di Alex Sorbera

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alexorber26.tumblr.com

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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