Tuscia e Montecarlo

Tuscia e Montecarlo

Bozzetto per la storia di Tuscia

–

Il sole tutto insieme

Abbraccia stretto 

La fanciulla zuccherina

Del borgo di Vivinaia

Nelle sue stagioni

Che sono poi come la vitae.

–

Il Freddo sulle spalle 

Vuol che Tuscia bimba 

sia destata: quasi un taglio.

Quindi ella piange,

Di sul colle di Cerruglio,

Ma più arrivano i pisani.

–

È primavera nel castello;

Le bestie messe al giogo

Lavorano bassa la terra

E l’uomini van dietro con le canne

-li mirano i gigli nelle fosse-

Fin’al piano castro d’Altopascio.

–

Quasi maturo il petto marmorino

un corpo di grandonna rivela

Ne’ vestimenti e drappi:

Bisogna forse di sfoltire 

Quel che spunta; accollarsi;

Che sfogliarsi, poi, siam sempre a tempo.

–

“Mi coglierà Paolino

O il fratello d’Antonietta?”

generosa come fiume, pensa.

E corre tutta tra i popolani attraverso

col Trebbiano nel grembiale

Da vuotare nel bigongio.

–

Il sole tutto insieme

Bacia forte anche a settembre;

Si pigia nel tino e si canta

Chi mangia un boccone, chi conta quanto, chi si stende tra la pergole

Il mosto ‘un sarà novello che a novembre.

–

Il castello fortificato da Paolo Guinigi poi dai Granduchi a Montecarlo

–

Il Borgo di Montecarlo

Uno scorcio di Altopascio

–

La visione di Montecarlo

–

Il centro di Montecarlo

–

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
No Comments

Post A Comment