Il Maccioni di Viareggio

Il Maccioni di Viareggio

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“Guardamiii             🎼🎼🎼

E pensa a teeee!!!”   🎼🎼🎼

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“Guardami e pensa a te!”

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Canticchiava Enrichino Maccioni, inviando baci e strizzando l’occhio alle donne, un personaggio della vecchia Viareggio molto conosciuto e amato.

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Lo trovavi qua e là nei locali diurni, dal quartiere Marco Polo in poi, sempre con il suo bicchiere in mano a discorrere con qualcuno con quei detti, slogan, aforismi che erano tipici dei bar.

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Prediligeva il vino che beveva schietto o “macchiato”, non come il caffè che si macchia col latte, ma con il Campari o l’Aperol.

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Questo “Spritzettino”, drink molto diffuso un po’ da tutte le parti, a Viareggio si chiamava “bersagliere”, a Lucca “chiodino”, a Montecatini “mediato”, in Garfagnana “bicicletta” e assumeva appellativi diversi di città in città senza mutare la sua semplice e popolare formula di vino bianco e Campari/Aperol.

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A fine giornata e se diventava un po’ arzillo mimava uno scontro a pugni, lui che era stato pugile da giovane, ma sempre strizzando l’occhio: era un duello per scherzo, inoffensivo e burlone di un’omino curioso di un metro e cinquanta di statura.

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racconto basato sul ricordo di alcuni viareggini.

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
1Comment
  • Alessandro Bertolucci
    Posted at 12:00h, 16 Giugno Rispondi

    In realtà, a volte il Maccioni non era così scherzoso. Ricordo che una volta, nel lontano 1977 feci la stagione da Athos e me lo trovai alle spalle e mi dette un pugno nella schiena. Per reazione mi voltai e gli mollai una granatata, senza fargli molto male, ma la mia reazione lo sorprese. Mi disse che era stati “Un bossiere”. Tanto pacifico, a volte e con un bel po’ di alcool in corpo, Enrico Maccioni non lo era.

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