Il treno per Mologno

Il treno per Mologno

C’era uno al bare di nòme Germano che sempre era vissuto ne’ nostri pòsti ancho se un popo’ di mondo l’avea visto faciendo ir camionista. 

E quel giorno lì invió a racconta’ di vella vorta che ir treno lo fecin deraglia’ a Mologno…

“Allora, sarà stato piuommeno il settantaséi e io ero nell’orto a cava’ le patate…

Sentii una botta ma così forte che ‘un l’aveo mai sentita…guasi uno sparo ma più grosso, più di ferro, più lungo d’un corpo di fucile… e po’ un polveron ner cielo che vense notte. Io, ch’ero di va a Cardoso, lo vedevo ben, che dirai!, vedevo vesto nuvolone di là dar fiume, sotto Barga, un popo’ più su di Fornaci…

Doppo vensi a sape’ ch’avevin fatto deraglia’ ir treno, tre o quattro carozze, per ‘un falle arivà alla SMI, che lì c’eran i bomboloni del gas, la polvere da sparo per fa’ i bossoli di cannone e più di dumila operai a lavora’.

E questo treno, ‘un si sa se s’erin scordi di frenallo o come… insomma partitte in discesa da Piazza al Serchio e scese giù, a ‘na velocità che ancho oggi ‘un si spiega com’abbi fatto a ‘un sortì da’ binari, a passa’ i passaggi a livello aperti senza succede’ disgraszie e a arivà finalla’.

Che po’ lo fecin deraglia’ in fretta e furia e lo potevin manda’ o ne’ campi o verso la staszion ma nella furia, a quell’ora i cambi ‘un erin domati, andavin girati a mano, sicché finitte sulla casina della staszione e fu un bel casino.

Oddio, sempre meglio che anda’ alla Metalli, ma ‘nsomma morti ‘un ce ne furon perché que’ quattro ch’eran sopra, due sartaron giù in Campia e due indaron a sbatte’ ma, grazziaddio, ‘un motittero.”

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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