Volà ‘n cielo e volà ‘n tèra

Volà ‘n cielo e volà ‘n tèra

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Ecco, “ Vola’” si deve 

per intende’ l’òmo

un popo’ ‘r mondo,

e vesta vita brève.

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Di Fa come l’uccelli

che c’han la su’visione

e forèsti, no ‘n prigione, 

lustri stanno e firugelli…

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Ecco, “volà” son volo!

Ruciolato pall’all’aria!

drento ‘na vernacchiaia,

ner canalone e solo,

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aveo ‘n corbello sano, 

di castagne e varche fungo,

e, dando balta, steso-lungo,

‘un ho più nulla ‘n mano.

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Òra c’hó l’occhi ar cèlo

Ar giallo, i’ rosso foo e maron:

Le sélve, caro Dante, 

 ‘un n’avrebbiin nero!

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Siamo noiartri pellegrini 

a volé ( o volà ) sta’ male!

Si campa neanco ‘n cane

agganghiti ‘ome laini .

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Òra ch’hó ‘r cuore a tèra

-alla felce, a ‘riccio, alla tórba

all’istecco, boraccina e foglia-

e ‘ntendo vesta vita “vera”.

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Addormito com’un ghiro

e guas’in letargo 

mi rilevo forś’a marśo

doppo ‘r mi’ sonnellino.

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de Il Lustro

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Il Barbagianni e il Ghiro
-questa mia illustrazione alla storiella lucchese “Que’ pennati sopra Vorno” potrebbe essere la prospettiva di un uomo caduto a terra in un castagneto

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Versione 🇮🇹

Volare nel cielo e ruzzolare in terra
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Dovremmo poter volare
per comprendere l’Uomo
l’esistenza terrena
e la brevità della vita (1)
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Dovremmo imitar gli uccelli
e la visione che hanno col volo
nel loro vivere selvatico, libero
spensierato e canterino.
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Ecco, io sono “volato”!
Caduto a piedi in su!
Sono in una gola
in mezzo ad un bosco
di vecchi castagni
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e della gerla colma
di castagne e di qualche fungo
rovesciandomi e cadendo steso
ho perso il mio raccolto.
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Ora guardo in alto
il giallo, il rosso fuoco ed il marrone
( delle foglie d’autunno, e penso: )
“Caro Dante Alighieri,
le selve di per sè non sarebbero oscure!
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Siamo noi umani
( di passaggio su questa Terra )
a decidere del nostro destino
soffrendo e vivendo preoccupati
peggio di un cane.
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Ora, con il cuore a contatto col suolo
-con le felci, i cardi, il terriccio
i rametti, il muschio e le foglie-
riesco a percepire veramente
il senso di questa esistenza terrena.
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Addormentandomi come fa un ghiro
nel suo momentaneo letargo
mi desterò probabilmente in marzo
dopo il mio lieve sonno.
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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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