Quattro “Santi” Quartieri

Quattro “Santi” Quartieri

Nell’anno 1200, appena iniziati i lavori di costruzione della nuova cinta medievale ritenuti necessari per consentire di ampliare le difese affinché potessero comprendere i numerosi borghi che si erano sviluppati adiacenti la città (purtroppo non riportati sulla mappa), la parte più rilevante delle abitazioni si trovava ancora all’interno delle antiche mura romane.

A quel tempo Lucca era divisa in quattro quartieri ognuno dei quali prendeva il nome dalla vicina porta alla quale, a sua volta, era stato attribuito il nome di un edificio religioso immediatamente di fronte e non lontano dalla porta stessa.

“P”: quartiere e porta di San Pietro, dedicata alla Basilica suburbana di San Pietro Maggiore che venne poi abbattuta per la realizzazione delle mura rinascimentali. Da questa porta iniziava la “via pisana” o “delle monache”.

Porta San Pietro

“D”: quartiere e porta di San Donato, intitolata alla chiesa che si trovava di fronte e in seguito, anche questa, rasa al suolo per far posto alle mura rinascimentali. Da questa porta ci si immetteva in “via delle piagge” per Ponte San Pietro. La zona tratteggiata si riferisce ad un “allargamento” avvenuto nel secolo IX per inglobare un borgo nato nei pressi delle chiese di San Tommaso e San Salvatore in Brisciano.

“F”: quartiere e porta di San Frediano dal nome della vicina Basilica, l’unica ancora oggi esistente, con una strada che si dirigeva verso Monte San Quirico.

“G”: quartiere e porta di San Gervasio alla quale era stato attribuito il nome di una antichissima cappella presente nella zona all’esterno delle mura fino al secolo XI. Da questa porta ci si immetteva sulla “via Romana” verso Firenze.

di Enzo46

Dal Fillungo ai Borghi – china e acquerello su carta Magnani

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
2 Comments
  • Mariella Trolese
    Posted at 09:08h, 20 Febbraio Rispondi

    Decisamente porta S.Pietro riuniva un agglomerato più grande degli altri tre, senza dubbio per la posizione “verso Pisa”;

    potessimo ripercorrere a ritroso i cambiamenti della città, rimarremmo sconcertati per la monumentalità delle mura, attuata con mezzi non certo moderni e tecnologici.

    Posso dire che ogni volta che guardo le mura, appunto, resto sempre sorpresa e affascinata dalla loro bellezza. Abbiamo una parco cittadino unico al mondo e una città come poche…..

    • il Lustro
      Posted at 08:34h, 21 Febbraio Rispondi

      Sante parole.
      Credo che questa “unicità” sia altresì riconosciuta da tutti, se pur con il rischio, come potrebbe accadere, di darla per scontata o sminuirne il valore.

      Mi sento anche di dire che la sensibilità di noi lucchesi si stia sempre più aprendo a tante iniziative e ci sia un’esigenza di parlare, o meglio ilLustrare 😉 , cotanta bellezza.

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