L’arte di sbagliar le chiese.

L’arte di sbagliar le chiese.

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Chiesa di San Pietro Somaldi.

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Come può essere possibile commettere errori simili?

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Nell’immagine, evidenziata da un cerchio rosso, si vede chiaramente che quell’apertura non è centrata sulla colonna antistante e non è certamente un effetto causato dalla prospettiva fotografica, basta andare a vedere.

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Inoltre, osservando molto bene, si noterà che questo tipo di asimmetria non è assolutamente l’unica, ed iniziando dal basso verso l’alto, in giallo ho evidenziato 1) la diversa distanza dallo spigolo esterno della chiesa della porta laterale di destra, 2) il vertice inciso nella pietra di un falso tetto disallineato dal resto, 3) l’assenza di una “fascia” di marmo bianco presente invece nella corrispondente apertura di sinistra e, non ultimo, 4) la differente lunghezza delle “coperture” laterali.

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Fermandoci a guardare, con molta attenzione, le facciate delle nostre chiese, ci renderemo conto che, quasi tutte, se non tutte, sono piene di disallineamenti, imperfezioni e difetti geometrici i quali, al contrario, non si trovano nella qualità costruttiva di molte pievi della nostra campagna.

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Una cosa è certa: le maestranze del tempo non commettevano, per incapacità, quegli errori ed imperfezioni ai quali, purtroppo, ci hanno abituato i costruttori moderni.

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Quindi, perché? Praticamente queste asimmetrie sono da attribuire alle numerose riedificazioni e sovrapposizioni avvenute nel corso dei secoli, pesanti modifiche che hanno interessato sia le strutture che la parte stilistica, a differenza delle pievi le quali sono giunte ai nostri giorni esattamente come furono progettate e costruite, cioè perfette.

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Le facciate monumentali in marmo si sono dovute adattare alle volumetrie degli edifici preesistenti e adiacenti, usando spesso solo i materiali a disposizione.

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L’esempio di San Martino è indicativo. “Attaccata” alle case Antelminelli e dell’opera del Duomo (Banca del Monte) ed avendo un campanile già eretto in una posizione sfalsata e d’angolo, nel rifacimento del 1200 gli architetti furono costretti a sacrificare la simmetria della facciata adattando, per esempio, gli archi della loggia sia allo spazio disponibile che alle porte di accesso alla chiesa, presenti nella precedente costruzione fino dal 1050.

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P.S. Volutamente non ho indicato almeno un altro disallineamento ben visibile. Riuscite a trovarlo?

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di Enzo Puccinelli

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
1Comment
  • il Lustro
    Posted at 10:16h, 03 Luglio Rispondi

    Spesso, quando accadono queste stranezze è per ostacoli preesistenti, come giustamente hai osservato. Il ritmo delle loggette, è più camuffabile (una in più o una meno…) ma un portale disallineato forse dava più nell’occhio. Potrebbero essere stati tentativi di correggere il colpo d’occhio su una facciata che poteva essere condizionata nel suo sviluppo?
    La parte inferiore è centrata su se stessa per cui la distanza tra i portali è coerente; gli assi delle bifore lo sono col centro delle navatelle (un po’ corretta quella di sinistra) e sopra… be’… quello s’è preso tutto il carico dell’asimmetria!!
    Interessante davvero: non l’avevo mai notato.
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    di Nicola Bianchini
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