Tutti in Processione

Tutti in Processione

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Probabilmente la processione della Santa Croce risale a prima dell’anno 1000 e, ancora oggi, è sicuramente la manifestazione religiosa più importante della città.

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Nel medioevo, nell’anno 1308, si trasformò in un evento politico regolamentato dallo Statuto cittadino che impose l’obbligatoria partecipazione a tutti gli abitanti dello Stato lucchese.

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Quindi, con una candela accesa in mano, tutte le persone dai 14 ai 70 anni, dovevano sfilare ben ordinate lungo le vie cittadine e, come si sa, a quel tempo gli obblighi venivano fatti rispettare! Qualche decina di migliaia di candele accese tutte in movimento, nel buio più assoluto, dovevano essere uno spettacolo impressionante dal quale, ovviamente, è nato il nome di “luminara”.

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Il Volto Santo

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Visto che l’obbligo di partecipazione era esteso anche a tutti i residenti entro le sei miglia ed oltre, l’evento divenne un vero e proprio atto di sudditanza imposto a tutte le comunità dello Stato le quali, partecipando, riconoscevano implicitamente il dominio di Lucca nei loro confronti. Anche l’ordine di sfilata e la dimensione del cero erano prestabilite e quindi, intorno al Volto Santo si trovavano le autorità religiose, seguiva il Podestà, il Capitano del Popolo, Consoli, Anziani, Priori e via discorrendo sempre seguendo l’importanza della carica ricoperta. Anche i sudditi lucchesi, partendo comunque dai cittadini, dovevano rispettare un ordine che, a quel tempo, attribuiva il primo posto al Terziere di San Paolino. Arrivavano poi le comunità entro le sei miglia, cominciando con Pieve di Compito, fino ai circa duecento comuni delle Vicarie ed alcuni comuni “straordinari” come Montecatini.

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Ovviamente tutto condito da croci di ogni genere e natura, vessilli e bandiere. Anche il percorso della processione ha un suo perché. Sembra strano che per andare da San Frediano a San Martino, arrivati in Canto d’arco non si proceda diritto in via Cenami.

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Forse per rafforzare il grande potere temporale della Chiesa, l’intenzione che sta alla base della “strana” deviazione fu quella di far passare quell’immenso corteo sia in Piazza San Michele come nel centro della vita cittadina, sia in Piazza Grande (che a quei tempi ancora non c’era) percorrendo tutta la lunghezza del Palazzo del Potere.

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San Michele in foro

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Quindi, da un origine esclusivamente religiosa, si è passati ad una rappresentazione politico-religiosa per arrivare ad oggi con qualcosa che, oltre alla base religiosa, esprime anche un evento mondano e di floklore forse più “attrattivo” e consono ai nostri tempi.

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L’evento era talmente conosciuto ed importante che in onore del Volto Santo, il 14 settembre 1756, i senesi decisero di far svolgere il palio, fino ad allora mai uscito da Siena, nella città di Lucca. Il “drappellone” dipinto per l’occasione con le insegne della Repubblica di Lucca e con il Volto Santo fu portato a Siena e fa ancora bella mostra di sé nel museo della contrada Valdimontone.

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di Enzo Puccinelli

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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