L’ Adieu

L’ Adieu

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Chissà quanti amori sono nati sulle mura di Lucca o sono stati vissuti all’ombra dei suoi alberi e sull’erba dei baluardi.
Molti di questi amori potrebbero essere terminati un giorno lasciando quella tristezza e malinconia che solo le grandi storie possono scaturire.
Da che mondo è mondo il luogo più romantico per antonomasia è Parigi con i suoi bellissimi viali alberati;
la stagione più malinconica è invece l’autunno con i colori di fuoco delle foglie che cadono parlando di una fine, la fine dell’estate.
Se Parigi ha i suoi romantici boulevard ( mi verrebbe da dire non ha i “baluard” ma sarebbe una battuta pessima ) Lucca ha le sue splendide mura e, forse per le sue piazze con i tavoli all’aperto e , forse per gli antichi edifici immutati nel tempo, poco ha da inviadiare alla capitale francese in quanto a peculiarità, bellezze e storia. Non so se i protagonisti di questo mio dipinto e storia di fantasia fossero lucchesi ma amo pensare, vuoi per orgoglio lucense o per “romanticheria” che fossero dei parigini , i tanto antipatici cugini della capitale francese, che per una volta avessero scelto lo splendido scenario delle mura d’autunno per inscenare l’epilogo di una grande storia d’amore.

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L’adieu – acrilico su tavola 115×55 cm de Il Lustro

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L’adieu
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Ciascun loro addio
aveva rappresentato
uno strappo,
una lacerazione
nel profondo del cuore
e dell’anima,
un affronto alla sorte
che li aveva fatti
miracolosamente incontrare
ed uno spregio
all’Amore stesso...

Altre volte
l’intervallo che li aveva tenuti lontani
era durato soltanto poche notti
poiché impossibile
era per loro
il viver divisi
come la terra
si nutre dell’acqua
e l’acqua,
risalendo nell’aria,
dalla terra si genera.

Stavolta
sapevano entrambi
che sarebbe stato diverso.

Non ci sarebbe stato un ritorno,
un ritrovarsi,
il dirsi che non sarebbero potuti viver distanti.

Il tempo di voltarsi
significò comprendere
di esser persi
e di aver perso.

Chiusero così
la loro immensa storia
nel modo peggiore,
il più doloroso
ovvero
ancora amandosi.

Intanto,
ai lati del camminamento,
le foglie
colore del fuoco
si erano stese
come una morbida coperta
che attutiva
ogni rumore.
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de Il Lustro
il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
1Comment
  • il Lustro
    Posted at 19:16h, 12 Aprile Rispondi

    Tramonti di una vita
    .
    Mi domandavo
    da bambino
    dove mai finisse
    quel sole
    che spariva
    di dietro le case
    oltre la collina
    e se avessi
    potuto inseguirlo
    sì da non perderlo.

    Mi domando
    ora
    in questi tempi
    se esista un momento
    in cui poter definire
    il suo tramontare
    e se le più belle foto
    e i dipinti immortali
    possano rendere merito
    a quelle velature
    alle nubi
    ai chiarori delle luci
    che l’occhio nudo
    percepisce
    un attimo prima
    che il cuore
    già senta.
    .

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