Il Tacco o l’Attracco

Il Tacco o l’Attracco

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Nel medioevo, come ai tempi dei Romani, costruire mura più o meno imponenti era un lavoro lungo, complesso e gravoso oltre al fatto che i pesanti blocchi di pietra, per essere messi in opera, dovevano essere perfettamente sagomati e trasportati per lunghe distanze.

Anche se le nostre mura medievali erano composte da blocchi meno grandi di quelli con i quali erano state costruite le mura romane, dopo essere stati estratti dalle cave ai piedi di monti a qualche chilometro di distanza, dovevano essere “consegnati” il più vicino possibile al cantiere di lavoro.

Il trasporto su strada non era certamente la migliore scelta e veniva utilizzato solo per brevi tragitti.

Un carro medievale non consentiva di caricare molti blocchi anche perché, oltre a problemi si staticità, gli animali da traino, non ce l’avrebbero fatta a percorrere strade molto sconnesse, fangose e spesso al limite della praticabilità anche perché nessuno provvedeva alla loro manutenzione.

L’unica soluzione per trasportare materiale pesante era quindi quella di ricorrere alle numerose vie d’acqua presenti intorno Lucca, naturali e non, nelle quali apposite zattere e chiatte consentivano, collegate ad animali da traino sulle sponde (vedi riquadro), di spostarsi in sicurezza e velocemente.

Quelle che arrivavano al porto lucchese della Formica, che nell’antichità si chiamava del Fiumicello, spesso proseguivano poi su un canale o un piccolo ramo fluviale che terminava sotto le mura nella zona sud-est, attraccando ad un molo ricavato nei pressi di un torrione che si chiamava del “Tacco”, nome che potrebbe derivare dalla parola “attracco”…

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di Enzo Puccinelli

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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