Il tondo di San Vito

Il tondo di San Vito

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Napoleone Bonaparte istituì il Principato di Lucca nel 1805 affidandone la guida alla sorella Elisa moglie di Felice Baciocchi, un generale francese di discendenza corso-genovese.

Al momento dell’insediamento venne promesso di “governare colla sola vista dell’interesse e della felicità del popolo lucchese”.

Mantenendo le promesse fatte vennero avviati grandi processi di trasformazione, non solo all’interno delle mura ma anche all’esterno.

Una modifica all’assetto funzionale riguardò proprio la borgata di San Vito.

Ricercando la francesizzazione del territorio lucchese, volle restaurare la prima parte del tratto di strada che uscendo dalla porta che ancora oggi è legata al suo nome, arriva fino a San Vito.

La strada per Pescia (l’attuale Viale Castracani) venne quindi allargata e alberata a sufficienza affinché, nelle calde giornate estive, le carrozze che accompagnavano i nobili lucchesi a cercare un po’ di fresco, oltre al classico giro di mura, potessero trovare ombra anche lungo tutto quel percorso.

Al termine, come si vede nell’immagine prelevata da Google Maps, fu realizzata una grande rotonda che le carrozze provenienti dalla città percorrevano in tutta la sua lunghezza per immettersi nuovamente in direzione Lucca.

Questo fu fatto per evitare una cosi detta inversione ad U, ritenuta scomoda, e rendere più confortevole il rientro verso le mura. Quel “cerchio” prese il nome di “tondo” di San Vito.

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di Enzo Puccinelli

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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