Il “braccino corto” dei lucchesi

Il “braccino corto” dei lucchesi

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Oggi, con l’espressione “avere il braccino corto”, identifichiamo persone così tirchie da fare finta di non riuscire a raggiungere mai il loro portafoglio.

Sembra che il detto sia però riconducibile ad un particolare comportamento di alcuni antichi venditori di tessuti, ai tempi in cui Lucca era unanimemente riconosciuta come la migliore piazza europea per la produzione e vendita di seta.

Mentre oggi, nei negozi di stoffe, per la misurazione della quantità acquistata si utilizza una “asta” di legno lunga un metro, nel medioevo le misurazioni venivano effettuate in “braccia”.

Ogni città, purtroppo, aveva lunghezze diverse del “braccio” e quello lucchese era lungo circa 59 centimetri. Alcuni piccoli venditori, per aumentare il loro guadagno, derubavano i compratori accorciando furbescamente lo strumento necessario alle misurazioni.

Avere “il braccino corto” significava quindi imbrogliare il compratore vendendo una quantità di stoffa minore di quella effettivamente pagata.

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di Enzo Puccinelli

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
1Comment
  • il Lustro
    Posted at 10:30h, 29 Ottobre Rispondi

    Giusto ma per limitare i danni arrecati dai furbacchioni erano state fissate in diversi punti della città, specialmente sui muri delle chiese, due barre incrociate a forma di crocifisso e per questo scambiate per il simbolo cristiano. In realtà, la forma ed il luogo scelto, servivano a dare supporto religioso alle pratiche commerciali ma le due barre di ferro incrociate rappresentavano le misure lucchesi con il “braccio lucchese” come base di riferimento proprio per distinguerlo dalle interpretazioni eventualmente diverse di località fuori di Lucca. Del resto, avendo questo riferimento fissato stabilmente nel muro, nessuno poteva accusare nessuno di falsare la misura a seconda delle circostanze o dei momenti.

    GP Pacini

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