“Metterlo in tasca” alle elezioni

“Metterlo in tasca” alle elezioni

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Molte erano le famiglie potenti e nobili che desideravano entrare nel governo della Repubblica lucchese e quindi, per evitare che il potere restasse per troppo tempo confinato nelle mani delle solite persone, venne decisa una procedura di elezione molto particolare.

Dopo aver stabilito che il Governo eletto sarebbe rimasto in carica solo due mesi, si provvedeva a redigere piccole pergamene ognuna contenente il nome del Gonfaloniere e quelli dei nove Anziani.

Per non fare elezioni ravvicinate venivano preparate più pergamene ovviamente con nomi diversi e poi, ogni pergamena, veniva messa in una sfera d’argento e inserita in un contenitore chiamato “Tasca”.

La procedura di elezione consisteva quindi nell’estrarre, una alla volta, tutte queste “palle”, il contenuto delle quali avrebbe determinato in quale ordine, i nomi indicati, avrebbero avuto in mano il Governo di Lucca.

Non essendo possibile soddisfare tutte le richieste delle numerose e importanti famiglie lucchesi, nei giorni precedenti la composizione degli elenchi degli eleggibili, avvenivano piccole congiure e complotti mirati ad escludere qualcuno a vantaggio di altri.

E’ quindi chiaro perché l’antico detto lucchese “…ce l’hanno messo in tasca”, cioè “loro, e non noi, sono riusciti a far eleggere chi volevano”, equivale a riconoscere di essere stati fregati!

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di Enzo Puccinelli

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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