Il Re dei lucchesi

Il Re dei lucchesi

Lucca dal lontano 782, anno del suo arrivo in città, è sempre stata legatissima all’immagine del Volto Santo. La sacra immagine sin dall’antichità divenne l’immagine stessa della città: Il suo volto severo comparve da subito su sigilli, monete e documenti. Nobili e governanti erano soliti giurare sul suo nome (tradizione che arrivò fino in Inghilterra dove il Re Guglielmo II era solito giurare per “Il sanctun Vultum de Lucha”. il legame religioso ed affettivo che ha sempre legato i lucchesi al Volto Santo si protrae da secoli andando oltre anche al significato religioso dell’immagine.

Non per nulla nel XVII secolo il Governo della città decise di assegnargli il titolo di “Re” dei lucchesi.

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“L’esaltazione della Santa Croce” acrilico su tavola de il Lustro

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L’idea dell’incoronazione era venuta al padre cappuccino Candido da Verona che, durante il quaresimale del 1655,. aveva lanciato l’idea d’incoronare re il Volto Santo. Alle sue parole tutti i presenti esplosero in un fragoroso applauso di consenso e nei giorni successivi tutti si dettero daffare per portare a compimento la proposta. Ogni lucchese donò fondi per la realizzazione della corona in proporzione alle proprie possibilità ed ogni lucchese ricco o povero, abitante in città o nel contado, volle poter dire: “ad incoronare il Volto Santo ho partecipato anch’io”. I nobili donarono cifre notevoli, gioielli ed oro ed anche i poveri non mancarono di partecipare con i loro risparmi. Si narra che del orfanelle del conservatorio della Zecca arrivarono ad astenersi dal mangiare per un giorno intero in modo da destinare i soldi risparmiati per poter concorrere alle spese.

Il Governo si occupò di organizzare la cerimonia e sopratutto di far eseguire la bellissima corona che tutt’oggi possiamo ammirare sul capo del Volto Santo. La corona d’oro a 24 k del peso di oltre 5 Kg fu cesellata dall’orafo massese Ambrogio Giannoni su disegno del pittore lucchese Girolamo Scaglia .

Il 12 settembre del 1655 il Volto Santo fu solennemente incoronato Re della Serenissima Repubblica di Lucca nel corso di una cerimonia particolare svoltasi nel Duomo di San Martino. Il Duomo era estremamente affollato, oltre a tutti i membri del Governo erano presenti quasi tutti i cittadini che non vollero mancare all’evento accalcandosi in ogni spazio. Ad un certo punto della funzione il Vescovo prese in mano la corona ponendola sul capo del Volto Santo ed in quel momento tutte le chiarine presenti in chiesa suonarono, contemporaneamente oltre 1000 soldati schierati in piazza San Martino spararono in aria con i loro archibugi per poi inginocchiarsi tutti mentre i cannoni delle mura eseguivano la gazzarra delle artiglierie cui rispondevano i cannoni di tutti i castelli e fortezze del dominio lucchese in modo che dai monti al mare riecheggiasse l’attimo dell’incoronazione. Questa incoronazione andava a ribadire quel legame di rispetto e devozione che Lucca ha sempre avuto per il suo Volto Santo.

di Massimo Baldocchi

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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