Il fatalismo de’ nicchi

Il fatalismo de’ nicchi

“En cotti i nicchi

E spento il foo”

(Detto popolare viareggino e torrelaghese)

“I giochi son fatti … e neanche fatti troppo bene”

Gli uomini di Viareggio, vuoi per la natura popolare in quanto nati pescatori e agricoltori, vuoi per le dominazioni che hanno conosciuto e dovuto sopportare o per lo spirito e la mentalità aperta di chi vive sul mare, hanno conservato un carattere schietto e verace che, senza mezzi termini o giochetti ipocriti, l’ ha da sempre fatti apprezzare in quanto persone oneste e sincere.

Ciortoni ( da “short tuna “ piccoli tonni ) ovvero sgombri e Ragni ovvero spigole o branzini

Il “lucchese medio”, che con un po’ di campanilismo rappresentano nella canzonetta teatrale e nelle canzoni del carnevale, viene deriso perché, dicono, programma la sua esistenza con una logica solo economica che può sfociare nell’opportunismo e nell’avarizia.

Il viareggino DOC, invece, conserva nei suoi geni un’indole libera e aperta al cambiamento ( di chi davanti a se ha il mare e non le mura ) e vive spesso più “alla giornata” legato alla stagionalità del suo mestiere che poi è il Mare e il Carnevale, sue ragioni di vita.

“Acqua, rena, ignoranza 

Ce n’è in abbondanza” 

dice fiero descrivendosi, poiché è fiero delle sue modeste origini e non ama l’auto-celebrazione o la cultura pomposa e ufficiale.

In realtà tutta la Versilia è Patria di grandi artisti, pittori, scultori, poeti e scrittori ed è sede di importanti salotti, gallerie e premi di valore internazionale.

Ma l’arte più importante, se pur con la “a” minuscola perché ritenuta meno nobile rispetto alle pre-elencate, è forse l’artigianalità e la maestria dei tanti lavoratori e personaggi che hanno “scolpito” con la cartapesta i carri del carnevale o con il legno le imbarcazioni varate nella Darsena.

Due eccellenze famose nel mondo, ricercate e copiate da tante altre realtà.

La spiaggia di Viareggio

Un pescatore sul molo e sullo sfondo il muraglione con la frase di tobino ( vedi i post con #viareggio )

 

Il viareggino parla apertamente e con il cuore e “non te lo manda a dire”; conserva altresì un atteggiamento verso gli eventi del mondo definibile “fatalistico” ovvero governato da un destino già scritto, non determinabile,  ma semplicemente da assecondare in quanto ineluttabile.

“Così è se vi pare” scriveva Il siciliano Pirandello. Nel mondo niente avviene per caso ma ogni cosa accade per necessità o per una qualche ragione… l’importante è saper reagire, non cedere al pessimismo cosmico, “buttarsi” insomma e provare.

E il Viareggino rischia, si mette in gioco, “ci mette del suo”, non vive certo di rimpianti.

Alla vita si può assistere; con questo “mare grosso” si può lottare senza risultato; ci si può finger morti per lasciarsi galleggiare… oppure si può nuotare nel senso delle onde, assecondare le correnti e saper scegliere il proprio approdo.

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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