Il meteo e le calende

Il meteo e le calende

I nostri vecchi, avein un modo particolare di tirà a indovinà le previsioni del tempo per tutto l’anno.

Lo facevin con le calende ( o calendi ) e ni serviva soprattutto per sape’ come comportassi con i su’ lavori, ch’erino, guasi per tutti, i lavori de’ campi, perché le generaszioni d’omini fino ar dopoguera, erino prima meszadri e po’ contadini.

Un campo appena arato

Le calende sarebbin i primi dodici giorni dell’anno che, ognun preso per conto suo, sarébbe l’immagine del relativo mese.

Capodanno sarebbe Gennaio, il 2/1 sarebbe Febbraio, Befana – Giugno e Dicembre lo figurava il 12.

Se presempio, il due gennaio faceva bel tempo, Febbraio, come bastian contrario, avrebbe avuto invece tempo brutto.

E così s’appuntavin sul calendario per i primi 12 giorni, quel che avea fatto di tempo, per poi prende l’opposto e appioppallo al mese che ni corrispondéa.

Non esistevano supermarket e frigoriferi

Le calende erin i primi dodici giorni dell’anno novo.

Ci credevin? Chi sì e chi noe, come in tutte le ‘ose della nostra Tèra.

C’era chi facea conti più fini, medie, radici quadre, occhessoio….. Ma lo scopo era sempre vello: tirà a ndovinacci per le semine e i su’ raccolti. 

Ricordianci queste cose, che la mente pian piano cerca di mette in un cantorin: ‘un è quello di cima né quello di mezzo, ma quello di fondo, delle ‘ose che iniszin a sparìtti.

di Giuseppe Pardi

 

Alcune primizie dei nostri campi

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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