Il primo olio

Il primo olio

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Il primo olio

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Primo sole

Il du’febbraio

sopra Cómpito.

Ancòra pizziorina

pare scardi, l’aria,

‘nvecie frega .

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A spogliassi,

vando lavori

o che intremoti,

c’è da fa ammodo 

a ‘n piglià, sì,

‘na maremmana.

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Mi par ieri,

per le bragne,

ruscolavi l’ulive

‘mbacuccato ne’cortroni

più che le rete avvortolate

vand’en lève.

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‘un c’era da scardassi

neanco a scòte

e bigongi a carià;

però erin tante

e tanto han réso

se-dDío-vòle.

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S’en porti a frange’

‘n po’ alla vorta

que’ santi quintali

d’òpre, fadìa e d’ulive

che la mosca maladitta

 ‘un l’han sentuta.

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Si pòle finarmente

fa l’assaggio

ner cucchiaio, 

o méglio ancòra 

sur pan, a crudo,

co’ ‘n popo’ di sale.

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Méglio che l’artranno:

per nulla torbo

e bello pizziorino,

sopra Cómpito,

ner du’febbraio

Il primo olio.

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Il rinomato olio di Lucca, conosciuto in tutto il mondo per il suo ottimo gusto e la gran qualità, un vanto per la nostra provincia che su tutte le sue colline produce un ottimo olio e continua a valorizzare il territorio mantenendo questa coltura che è poi profondamente  la nostra cultura.

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L’ulive di Cómpito- acquerello e pastello de Il Lustro..

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Versione  🇮🇹 

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Il primo olio d’oliva

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In questo due di febbraio,

sulle colline del Compitese,

si intravede un po’ di sole: 

il primo da quando siamo nell’inverno.

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Questo solicino ingannatore

sembra che scaldi l’aria

ma essa resta fresca e frizzante…

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Lo spogliarsi

durante i lavori ( tra gli olivi )

o quando s’abbozza alla rinfusa

deve avvenire con cautela

onde evitare d’ammalarsi .

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Sembra ieri che,

sui terrazzamenti,

si raccoglievano le olive con le sole mani

( mentre invece son trascorsi già due mesi ).

Eravamo goffi, 

( al vedersi in quei pesanti vestiti )

ed al contempo simili 

alle stesse reti per la raccolta

quando gonfie e arrotolate 

vengono così riposte.

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In quel frangente

Lo star caldi era impossibile, 

malgrado si svolgessero 

pesanti attività fisiche

quali la scuotitura 

del frutto dalla pianta 

e la movimentazione 

dei numerosi mastelli di olive.

Grazie a Dio

la produzione e la resa in olio

sono state ricche ed abbondanti.

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Abbiamo poi portato al frantoio

quei benedetti quintali 

di lavoro, fatica ed olive

che, miracolosamente , 

non hanno subito

l’attacco dell’insetto bactrocera

che spesso mina il frutto.

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Finalmente si può ora 

assaggiar l’olio prodotto

con un cucchiaio

oppure, ancor meglio 

( e più gustosamente poetico ),

versandone su del pane

e salando lievemente

( come quando da bambini 

ci preparavano la merenda ).

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Appare migliore

di quello dell’anno passato ,

molto limpido e gradevolmente piccante

all’assaggio ( che abbiamo celebrato )

sulle colline del Compitese

In questo due di febbraio

dell’olio d’oliva nuovo.

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de Il Lustro

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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