Lucrezia Malpigli

Lucrezia Malpigli

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Mi chiamo Lucrezia e sono nata il 30 maggio del 1572.

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Appartengo ad una delle famiglie più importanti della mia città e, all’età di 19 anni, ero considerata una delle donne più belle di Lucca.

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Fui promessa sposa al primogenito dei Buonvisi il quale morì prematuramente ed allora la mia famiglia scelse il secondogenito.

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Anche lui passò a miglior vita prima del matrimonio e quindi andai in sposa a Lelio, il terzogenito della famiglia Buonvisi, nell’agosto del 1591.

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Non ho mai accettato questa unione e quando in città incontrai Massimiliano Arnolfini, conosciuto anni prima a Ferrara, tornò prepotente la passione di un tempo.

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Una delle nostre alcove divenne Villa Torrigiani fino a quando Massimiliano, insieme a tre compagni, decise di assassinare mio marito.

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Il “fattaccio” avvenne davanti la chiesa dei Servi il 1 giugno 1593.

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Il Gonfaloniere di giustizia, subito informato del nostro rapporto, diede ordine di ricercare il mio amante che, nel frattempo, era fuggito oltre confine in Garfagnana.

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Purtroppo venne catturato Vincenzo di Coreglia, uno dei partecipanti all’omicidio il quale, oltre ad indicare Massimiliano come mandante confessò che io ero a conoscenza di tutto.

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Venne emanato un mandato di cattura anche nei miei confronti e solo con l’aiuto di mio fratello Gian Lorenzo, riuscii a rifugiarmi nel convento cittadino di Santa Chiara, prendendo i voti e diventando Suor Umilia.

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Il sesso divenne il mio chiodo fisso perciò, insieme ad altre “sorelle”, non ebbi mai problemi a organizzare continui incontri notturni nella mia cella.

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Nel frattempo venni a sapere che, mentre i complici dell’omicidio erano stati tutti giustiziati, Massimiliano, con una taglia di 500 scudi sulla sua testa, era introvabile.

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Il 1606 fu l’inizio della fine.

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Insieme al mio ennesimo amante, Tommaso Sanminiati, cercammo di uccidere una suora che aveva scoperto tutto ma ci fu impossibile.

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La verità venne a galla, fu uno scandalo e, nonostante la mia famiglia godesse di potenti protezioni altolocate, un processo mi costrinse a restare chiusa e imprigionata nella mia cella.

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Venni comunque a sapere che Massimiliano, quando scoprì di aver sacrificato la propria vita per una donna come me che lo aveva subito dimenticato e rimpiazzato, impazzì, fu trovato e rinchiuso a vita nella Torre Matilde a Viareggio.

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L’ultima notizia su di me si è avuta nel 1618, poi l’oblio….

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Firmato Lucrezia Malpigli

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di Enzo Puccinelli

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
2 Comments
  • Mariella Trolese
    Posted at 19:29h, 18 Settembre Rispondi

    Bella storia e alquanto moderna, direi. Questa Lucrezia ,era una assatanata di sesso che non si è fatta mancare niente,nemmeno in convento.
    Beh, al di là dell’interesse storico , mi sono divertita a leggere l’edito di Puccinelli, che mi è venuto da ridere con un alla faccia che spudorata! Sorella Umilia mi perdoni….Stai a vedere che poi l’hanno messa sul calendario.
    Bravo Puccinelli e Lustro.

    • il Lustro
      Posted at 13:53h, 20 Settembre Rispondi

      Grazie Mari! Come vedi anche nei tempi antichi alcuni argomenti erano già assai sdoganati!

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