Lo scaccia-poveri alla porta

Lo scaccia-poveri alla porta

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Porta S. Pietro, quando fu costruita, non aveva le stesse aperture che vediamo oggi in quanto, solo nel XIX secolo, vennero creati i due ingressi pedonali laterali.

Quella originale, oltre l’apertura centrale, era dotata di un falso ingresso a destra (come quello ancora visibile nella porta S. Donato) e, a sinistra, di una porticina di servizio chiamata “fianchetta” come da me immaginate modificando il bel disegno dell’amico Lustro.

Porta S. Pietro era l’unica dalla quale era consentito l’ingresso in città da parte dei “forestieri”, cioè tutti coloro che non erano né “cittadini” né abitanti entro le sei miglia i quali venivano chiamati “foretani”.

Pochi decenni dopo la sua costruzione, tutta l’Europa fu colpita da una grave carestia che si allargò velocemente coinvolgendo anche il nostro territorio.

Con la lavorazione della seta quasi azzerata e con la produzione agricola talmente ridotta al punto da provocare un grande aumento dei prezzi, migliaia di famiglie si ritrovarono sul lastrico, persero le case e la povertà crebbe a dismisura.

Si viveva solo di espedienti, si rubava qualsiasi cosa e per migliaia di persone le condizioni di vita divennero veramente disumane.

La morte per fame colpiva giornalmente e molti non avevano più nemmeno la forza di protestare…furono anni difficilissimi.

Il Governo cercò di contenere la miseria nera istituendo una figura, un ufficiale che stazionava davanti Porta S. Pietro che doveva controllare gli accessi. Fu soprannominato lo “scaccia-poveri” e quale fosse il suo compito dovrebbe essere chiaro…

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di Enzo Puccinelli

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il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
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