Il copia/incolla/taglia di San Frediano

Il copia/incolla/taglia di San Frediano

L’attuale Basilica di San Frediano, importante quanto la Cattedrale di San Martino e prima custode del Volto Santo, è il risultato di un “copia e incolla” logistico che ne ha capovolto l’ingresso, dovuto a varie ragioni, non ultime quelle di difesa della città…

La chiesa di San Vincenzo fuori dalle mura antiche

Un turista del XIII secolo che fosse giunto nell’attuale piazza si sarebbe trovato di fronte il retro della splendida basilica che conosciamo.
La chiesa intitolata a San Vincenzo nel VI secolo e fatta edificare dal vescovo Frediano, monaco eremita irlandese di nome Frigianu, si trovava originariamente al di fuori delle mura romane ed aveva, come consuetudine cristiana in segno di devozione a Dio ed al sole, l’ingresso sul lato ovest.
Intorno all’anno 1200 le “vecchie” mura romane non erano più tanto solide e sicure da poter difendere in modo adeguato la città; esternamente, inoltre, si erano sviluppati una serie di piccoli borghi fatti di abitazioni e chiese che risultavano troppo esposti e vulnerabili all’attacco dei nemici.
Da qui la decisione di procedere ampliando la cerchia muraria per andare a inglobare questi borghi e la chiesa stessa di San Vincenzo, già divenuta San Frediano.
Il rifacimento delle nuove imponenti mura merlate, vincolato nei volumi da altri edifici e da ragioni anche idrauliche, risultò però troppo addossato all’ingresso della chiesa tanto che l’avrebbe privata del suo doveroso prestigio e di una degna piazza per ammirarla ed accedervi.
Il capovolgimento della basilica comportò lavori grandiosi, dispendiosi e lunghi.
La pianta a croce romana fu rivista, fu smontato e rimontato l’abside, il campanile fu rialzato, la stessa facciata fu ampliata in altezza di qualche metro e, il tutto, acquistò l’attuale aspetto asimmetrico.


Per magnificare l’importante edificio fu realizzato un mosaico bizantino raffigurante il Cristo Redentore che sale al cielo in una mandorla sorretta dagli angeli e, subito più in basso, i dodici apostoli, sei a sinistra, sei a destra con al centro la Vergine Maria.
Un restauro ottocentesco, improntato a dar più luce alla navata centrale, visto che non vi erano rosoni sulla facciata, decise l’apertura di una monofora che distrusse parte del mosaico tagliando di fatto la figura della Vergine.

Un copia, incolla, taglia, di cui ha fatto le spese…una Donna.

di Enzo46

Il Duomo di Lucca visto da dietro

La piazza San Frediano oggi

Tecnica mista su tavola per una versione Lustro dell’affresco presente in San Frediano

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San Frediano

La mistica basilica “rovesciata”.

 

Intitolata al principe, pellegrino, eremita, vescovo, architetto e ingegnere che ha costruito molte chiese e unificato, con il suo miracolo, il corso del fiume cittadino Serchio.

L’ingresso è stato invertito con la costruzione dell’ultima cerchia muraria. Da vedere il mosaico dorato esterno, la cappella con la mummia di Santa Zita, gli affreschi, la fonte battesimale e molto altro.

In piazza si può sorbire un ottimo caffè “corretto” con vista.

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San Frediano

The mystical basilica with “inverted” entrance.

 

Entitled to the prince, pilgrim, hermit, bishop, architect and engineer who built many churches and unified, with his miracle, the course of the river Serchio.

The entrance has been inverted with the construction of the last circle of walls. To see the exterior golden mosaic, the chapel with the Santa Zita mummy, the frescoes, the baptismal font and much more.

In the square you can take a good coffee sitting comfortable to the terrace of a bar

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San Frediano

La basilique mystique à l’entrée “inversée”.

 

Intitulée au prince, pèlerin, ermite, évêque, architecte et ingénieur qui construisit de nombreuses églises et unifia, par son miracle, le cours du fleuve citadin Serchio.

L’entrée a été inversée au cours de la construction du dernier cercle de murs. A voir la mosaïque dorée extérieure, la chapelle avec la momie de Sainte Zita, les fresques, les fonts baptismaux et bien plus encore.

Sur la place, vous pouvez déguster un délicieux café assis commodément à la terrasse d’un bar.

il Lustro
dario.barsotti@hotmail.it
2 Comments
  • Mariella Trolese
    Posted at 18:20h, 14 Febbraio Rispondi

    Interessante storia e interessante la tua interpretazione dell’affresco.. Comunque dei papocchi li facevano anche a quei tempi, Facevano prima a farla ex novo la basilica invece che capovolgere l’ingresso. A quei tempi c’erano i Signori che aprivano i loro forzieri per simili opere , ti immagini se il Comune odierno, fosse chiamato in causa per ristrutturazioni simili….. improponibile!

    • il Lustro
      Posted at 21:58h, 15 Febbraio Rispondi

      Vero Mari. Il patrimonio che ci hanno lasciato è però considerevole, San Frediano è probabilmente la chiesa più importante che abbiamo… quanto ai papocchi di quelli se ne vedono e vedranno sempre…ai posteri l’ardua sentenza.

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